Come usare in cucina le bacche di prugnolo selvatico

Dai liquori alle marmellate passando per gli sciroppi. Ecco come esplorare le proprietà di questo frutto dal sapore aspro e il colore scuro

Proprietà degli alimenti

Il tempo di raccolta del prugnolo selvatico si avvicina. Ogni esperto di questa bacca dalle proprietà depurative sa bene che il momento giusto per raccoglierla è nel cuore dell’autunno, ma rigorosamente dopo la prima gelata. È quello infatti il segnale di via libera per attraversare boschi o sentieri in cerca di questo prezioso ingrediente. Già, perché i cespugli di prugnolo selvatico, come conferma il nome stesso, non sono di norma coltivati e occorre immergersi nella natura autunnale per incontrarli.   

Queste bacche aspre e scure, all’apparenza poco appetibili, hanno proprietà da conoscere. Nella medicina tradizionale il prugnolo selvatico è usato da sempre come diuretico e depurativo del sangue. Le prugnole o susine selvatiche, note in alcune aree anche con il nome di bargnoli, contengono infatti tannino (responsabile del tipico sapore aspro), flavonoidi, acido malico, saccarosio, pectina e vitamina C. Le bacche sono, inoltre, astringenti e perciò utili per normalizzare le funzioni dell’intestino.

Il prugnolo selvatico è diffuso in tutta Europa fino al Caucaso. S’incontra al limitare di campi e boschi e ama un'ubicazione piuttosto soleggiata, ma cresce bene anche in penombra e non richiede un terreno particolarmente ricco. Utilizzati in infuso o decotto, i prugnoli selvatici hanno una funzione drenante e sedativa della tosse, mentre il succo fresco realizzato con i frutti maturi può essere utilizzato anche come collutorio in caso di leggere infiammazioni alla gola o alla bocca.

Gli usi in cucina variano a seconda dell’area. Quel che è certo è che il frutto del prugnolo selvatico è protagonista indiscusso del Bargnolino, liquore digestivo che nasce in Emilia nei territori di Parma e Piacenza.

Bargnolino: tante ricette, un’unica tradizione

Il Bargnolino è una specialità che si ottiene dall'infusione proprio delle bacche di prugnolo selvatico, che in piacentino diventa bargnò.  Sempre i frutti sono impiegati anche nella preparazione di una marmellata, in cui talvolta figurano anche le pere, oppure per un ottimo sciroppo da preparare in casa a base di soli prugnoli selvatici e zucchero.

 

 

 



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