Dipendenza dalla Pasta Madre: gli italiani non la lasciano mai

C’è chi la cura come una figlia e chi non la abbandona nemmeno per un giorno, perché l’importante è che non smetta di lievitare.
lievitazione lenta e naturale
Prima di accettarla da un’amica o dal vicino di casa, molti si chiedono se saranno all’altezza del compito. Alcuni la regalano solo a persone speciali, altri non vanno nemmeno più in vacanza per paura di trascurarla. Quella della pasta madre, più che una passione, sembra ormai una vera e propria sindrome che colpisce gli amanti della lievitazione lenta e naturale.

Ma che cos’è questo lievito noto come Pasta madre? Si tratta di un impasto di farina e acqua, acidificato da diverse famiglie di lieviti e batteri in grado di innescare la fermentazione. A differenza del lievito di birra, quello naturale necessita di più tempo, ma consente una maggiore crescita del prodotto e una migliore digeribilità e conservabilità. L’utilizzo è poi semplice, analogo al classico lievito di birra: serve a impastare pane, pizze e altro ancora.

Ma oltre alle innegabili virtù, pare siano le ritualità a rendere irresistibile la Pasta Madre. Ogni tre o quattro giorni occorre infatti “rinfrescarla” aggiungendo acqua e farina. E guai a trascurarla: potrebbe “morire” a cause della nostra incuria. Se la responsabilità vi sembra eccessiva, pensate però al vantaggio di avere sempre in casa l’elisir della digeribilità.

Poi c’è un altro particolare: la Pasta madre non si compra, si regala. Alcune leggende vogliono che sia ancora più preziosa quando arriva da persone speciali. Ma poi la pasta lievita e i vasetti continuano a riempirsi, così si fa di necessità virtù finendo per regalarla al primo che passa. Anzi, il traffico è diventato talmente intenso che sono nati veri e propri spacciatori di pasta madre. E voi? Cosa aspettate ad “adottarne” un vasetto?


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