Metti la canapa nel piatto: gli usi alimentari di una pianta da (ri)scoprire

Antiossidante, nutriente e amica del sistema cardio-circolatorio. Sono solo alcune delle virtù di una pianta estremamente versatile, anche in cucina

proprietà degli alimenti

Dai semi all’olio, dalla farina alla birra: i prodotti alimentari a base di canapa hanno virtù nutritive che vale la pena riscoprire. Già, perché se negli ultimi anni le sue proprietà incontrano sempre maggiore interesse, è altrettanto vero che da sempre la coltivazione di canapa industriale appartiene alla cultura del nostro Paese.

Protagonisti della “rinascita” sono innanzitutto i semi, quasi privi delle sue sostanze psicoattive (Thc) e alla base degli altri prodotti commestibili. Veri e propri elisir di benessere, i semi di canapa sono ricchi di vitamina E, calcio, magnesio e importanti amminoacidi. Tra questi figura anche l’arginina, che contribuisce alla salute dei vasi sanguigni e all’equilibrio del sistema immunitario. Per godere a pieno delle loro virtù alimentari, è consigliabile macinarli al momento dell’uso e unirli a crudo alle ricette.

Dai semi di canapa si estrae inoltre il prezioso olio, ricco di oligominerali e dalle proprietà antiossidanti utili anche per la bellezza della pelle e per aiutare a controllare il colesterolo. L’olio di canapa si utilizza solo a crudo e va conservato in frigorifero. Vista la ricchezza di grassi polinsaturi, i prodotti a base di semi di canapa sono infatti molto sensibili all’ossidazione: si conservano al massimo un anno dalla loro produzione ed è meglio tenerli al riparo dalla luce.

L’olio di canapa a uso alimentare non solo fornisce una buona dose di omega 3 e omega 6, ma consente di assumerli in proporzioni ottimali. Un equilibrio da tenere in considerazione poiché, come chiarisce l’European food information council, consente di godere a pieno dei benefici di questi acidi grassi. La farina di canapa contiene invece meno grassi insaturi: resiste dunque alle alte temperature ed è adatta alla preparazione di pane e pasta.

In Italia le coltivazioni prevedono per legge l’utilizzo di sementi registrate nell’Unione europea con un contenuto massimo di Thc certificato dello 0,2%. Anche nel nostro Paese la coltura della canapa a uso alimentare e industriale sta tornando a diffondersi dopo la battuta di arresto subita tra gli anni Sessanta e Ottanta. Anzi, grazie alla sua adattabilità, unita alle sue caratteristiche eco-compatibili e al potere fertilizzante per il terreno, la canapa si candida oggi a protagonista di nuove tendenze dal gusto green.



Stampa in PDF