Metti la curcuma in dispensa

Come gustare, sperimentare e valorizzare al meglio questo rizoma originario dell’Asia dalle ricche proprietà antiossidanti

Chiamata anche Zafferano delle Indie, la curcuma è ormai presente nelle cucine di ogni latitudine. La radice dal giallo intenso viene utilizzata come colorante alimentare e talvolta per tingere i tessuti. L'aroma delicato e un tantino pungente si sposa con numerose pietanze e le sue proprietà meritano di essere conosciute e valorizzate al meglio.

Da dove viene la curcuma?
La curcuma è una pianta erbacea, perenne e rizomatosa, originaria dell'Asia meridionale. Viene seminata oggi nella maggior parte delle regioni tropicali e, in certi casi, anche nel sud dell’Europa. In Italia se ne trovano alcune coltivazioni in Puglia.

A cosa serve la curcuma?
La parte più preziosa è contenuta nel rizoma, specie se essiccato. Qui si trovano buone quantità di olio essenziale che, combinato con un’elevata quantità di polifenoli detti cucuminoidi (tra cui la curcumina), arricchisce questa spezia di proprietà benefiche e curative. La curcuma è infatti depurativa, protettiva per il fegato e stimolante delle vie biliari. È inoltre un potente antiossidante, fluidificante del sangue e aiuta la salute delle articolazioni. Ha effetto cicatrizzante per la pelle (con uso esterno si utilizza per curare scottature, punture d’insetti e malattie della pelle); contribuisce a eliminare gli eccessi di colesterolo, facilitare la digestione e ha proprietà carminative e antinfiammatorie. La curcumina è tutt’oggi oggetto di studio sia per confermarne le proprietà curative, sia per migliorarne l'assorbimento da parte dell’organismo.

Come si usa la curcuma?
In campo alimentare e fitoterapico si utilizza il rizoma essiccato e polverizzato. La curcuma viene gustata come spezia e rientra nella preparazione del curry e di altre salse. La scarsa idrosolubilità dei curcuminoidi e dell'olio essenziale la rendono poco efficace sotto forma di infusione, ma si può aggiungere a zuppe, risotti o creme. Inoltre, un pizzico di pepe facilita l’assimilazione dei suoi componenti benefici da parte dell’organismo. Si può lasciare macerare nell’olio per un condimento aromatizzato, utilizzare per insaporire frittate e sughi oppure mischiare a un cucchiaino di miele per una sferzata al sistema immunitario. È controindicata in presenza di calcoli biliari ed è bene non eccedere nelle dosi giornaliere perché può avere effetti collaterali.



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