Se son germogli, germoglieranno. Anche senza un briciolo di terra

Si coltivano con facilità e sono ricchissimi di nutrienti. Ecco alcune dritte per fare sbocciare ogni tipo di seme

Alternative in cucina

Il bello dei germogli è che sono ricchi di nutrienti, e la loro magia è che crescono in uno spazio piccolo piccolo, tanto che se ne possono fare intere coltivazioni in casa. Se avete sempre sognato un orto senza avere la terra e se volevate darvi all’agricoltura ma vi è andata male, non temete: tutto si può risolvere con un germogliatore da appartamento (o con un qualsiasi contenitore che si presti, a quanto pare).

I germogli regalano infatti un concentrato di proteine, minerali e di tutte le migliori vitamine offerte dalla natura. La loro coltivazione fai-da-te può inoltre mettere al sicuro dai rischi delle pratiche industriali e intensive.

Il primo passo è scegliere i semi biologici da far germogliare. I più noti sono quelli di soia, utilizzati in molte ricette della cucina asiatica, ma ottimi anche in semplici insalate. Dal punto di vista gastronomico sono consigliabili inoltre i germogli di alfa-alfa, ma anche di spinacio, fieno greco, orzo e altri cereali, oppure di legumi come lenticchie, ceci e fagioli.

Per coltivarli il metodo è semplice. Occorre mettere i semi in ammollo per circa dieci ore in un barattolo di vetro con acqua tiepida (più o meno il doppio rispetto al volume dei semi). Si elimina quindi l’acqua e si mettono i semi umidi nel germogliatore. Lo si tiene in un luogo scuro per tre giorni e poi alla luce diretta per un paio di giorni. Durante il periodo di germogliazione, occorre bagnarli con acqua tiepida per una o due volte al giorno (eliminandola poi completamente per evitare la formazione di muffe). Quando hanno raggiunto la lunghezza di tre/cinque centimetri è il momento del raccolto. Si eliminano dunque i semi mettendo i germogli in un recipiente e muovendoli delicatamente con le mani. Eccoli dunque pronti per essere consumati crudi in un concentrato di proprietà sorprendenti.

Tuttavia occorre dirlo: dopo essersi presi cura di loro per giorni, non sarà poi così facile “sacrificare” quei piccolini in onore di una bella insalata.



Stampa in PDF