Stanchezza e stress? Contrastate gli effetti dell’autunno con i cachi

Simbolo di pace e virtù, il frutto più colorato di ottobre aiuta ad affrontare il cambio di stagione con la giusta energia

Proprietà degli alimenti

In Oriente lo chiamano "frutto degli dei", ed è un simbolo di pace ormai diventato “di casa” anche nei nostri territori. Il cachi - o kaki - è originario del Giappone e della Cina e non sono solo le proprietà della dolce polpa dei suoi frutti a meritarsi grande rispetto tra oriente e occidente. L’albero stesso è considerato depositario di sette virtù, dalla lunga vita all’abbondanza, passando per la generosità con cui concima la terra con le foglie o alimenta il fuoco con i suoi rami. Ma la pianta del cachi nel secondo dopoguerra è anche diventata emblema di pace. Pare infatti che sia stato tra i pochi alberi che sopravvissero alla devastante esplosione atomica di Nagasaki in Giappone.

Guardandolo più da vicino, il cachi sembra fatto apposta per affrontare l’autunno con la giusta dose di energia. Grazie all'alto contenuto di zuccheri e potassio, questo frutto è un toccasana per chi soffre di stress, spossatezza o inappetenza. Gli zuccheri semplici che contiene - essendo molto facili da assorbire - forniscono energia immediata e risultano utili anche per chi si dedica ad attività sportive. La ricchezza di fibre li rende ottimi per regolare l’intestino e depurarsi. Inoltre, questo frutto tenero e paffuto porta benefici anche a fegato, milza e pancreas.

E a mangiar cachi ci si guadagna anche in bellezza, considerando che il loro contenuto di vitamina C, betacarotene e pigmenti - licopene e xantine - aiuta la pelle a rimanere elastica e tonica. Per ottenere i massimi benefici, il cachi dovrebbe essere consumato crudo in modo da garantire un buon apporto di sali minerali, primo fra tutti il potassio che assegna al frutto rilevanti proprietà diuretiche.

Tuttavia occorre evitare gli eccessi e considerare il loro alto valore calorico. 100 grammi di cachi forniscono infatti circa 65-70 Kcal, una quantità che rende questo frutto sconsigliato a chi soffre di obesità o diabete.



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