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Zenzero, rafano e liquirizia: le radici dell’amore

Per un San Valentino piccante, provate a mettere a tavola tre sapori speziati e con note afrodisiache

Proprietà degli alimenti

Ci sono sapori capaci di stupire, altri sono perfetti per accendere una serata romantica. Lo insegnano anche i popoli antichi che già avevano intuito le virtù afrodisiache di certi cibi e spezie, ideali oggi sulla tavola di San Valentino. Ecco allora tre radici dal carattere forte che possono rendere più “piccante” una cenetta a due.

ZENZERO
Con il suo aroma caldo e intenso, lo zenzero sa stimolare la circolazione periferica e alleviare le tensioni di una giornata impegnativa. Grazie a queste proprietà il suo sapore piccantino si è conquistato un posto di rilievo tra gli afrodisiaci naturali. Nella medicina cinese, e in quella ayurvedica, pare che lo zenzero sia utilizzato sotto forma di decotto (e non solo) anche nell’ambito dei rimedi per combattere l’impotenza. Può allora diventare ingrediente di una bevanda intensa, magari centrifugato con limone o frutta, ma è ottimo anche per cucinare arrosti dal piglio esotico o insaporire pesce e zuppe. Meglio se utilizzato fresco, tritato sul momento. E se non dovesse funzionare come afrodisiaco, sarà comunque un toccasana per digestione e sistema immunitario.

Mai più senza zenzero

RAFANO
Il rafano è prezioso per saper attivare le energie dell’uomo e stimolare il desiderio femminile. Proprio per queste sue virtù così “complete” pare fosse già apprezzato anticamente dagli Aztechi e dagli Arabi. Oggi è molto utilizzato nella cucina asiatica, ma anche in Italia ha le sue tradizioni, specialmente in Basilicata dove – nel mese di febbraio – diventa protagonista di pastasciutte, frittate e non solo.  Il rafano si può consumare crudo, tagliato alla julienne o grattugiato su carni, verdure o zuppe. Sebbene sia alleato delle vie respiratorie e della digestione, è meglio evitare eccessi: potrebbe infiammare le mucose gastriche o le vie urinarie. È inoltre sconsigliato per chi è in dolce attesa o soffre di ulcere o infiammazioni intestinali.

La piccante leggerezza del rafano

LIQUIRIZIA
Meno note le proprietà della liquirizia che in Italia si coltiva largamente in Calabria e Abruzzo. Il suo gusto dolce-amaro cela la virtù di stimolare la circolazione periferica con benefici che si estenderebbero anche alle prestazioni maschili. Oltre a stuzzicare i sensi, la liquirizia è ottima per concedersi una pausa antistress, magari abbinata a tè verde, ma è ideale anche come ingrediente da sperimentare tra i fornelli. A giovarne saranno anche fegato, stomaco e intestino. La liquirizia aiuta infatti a migliorare i disturbi dell’apparato gastrointestinale come stitichezza, lentezza digestiva e aerofagia. È utile inoltre per regolare la pressione quando è troppo bassa. Per questa sua proprietà, di norma se ne sconsiglia il consumo eccessivo a chi soffre d’ipertensione arteriosa.



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