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Come conservare l’olio in cucina

Non solo l’olio di oliva, ma anche altri olii vegetali tra cui girasole, lino, canapa o sesamo, necessitano di alcuni accorgimenti per essere conservati nel modo corretto e non perdere le loro proprietà organolettiche e nutritive

Tecniche di conservazione

Come conservare l’olio in cucina? Ci sono poche e semplici regole per consentire all’olio di oliva di mantenere inalterate le sue proprietà organolettiche e nutritive. Ma non mancano accorgimenti anche per gli altri olii vegetali come quello  di girasole, di lino, sesamo o canapa, ricchi di grassi polinsaturi e acidi grassi essenziali.

Le regole d’oro che valgono per qualsiasi tipo di olio riguardano principalmente l’esposizione alla luce e la temperatura di conservazione.  Mantenete sempre l’olio in una bottiglia di vetro molto scura, oppure una latta (evitate la plastica), poiché la luce può favorire l’ossidazione delle sue componenti. L’olio teme anche l’esposizione all’aria, ecco perché è bene chiudere la bottiglia con tappo ermetico. E’ consigliabile dunque tenerlo al riparo: in un luogo buio, magari dentro una credenza, e in un ambiente poco esposto agli sbalzi di temperatura - quindi lontano da fornelli e frigoriferi.

Conservate l’olio d’oliva al fresco, ma non al freddo, meglio se a temperature comprese tra 15 e 18 gradi. Le temperature inferiori ai cinque gradi sono da evitare, perché l’olio viene danneggiato dalla coagulazione. Stesso trattamento può essere riservato all’olio di sesamo. Diverso è invece per l’olio di girasole, ricco di vtamina E, che rischia di essere alterato dal calore e pertanto è consigliato conservarlo in frigorifero. Lo stesso vale per l’olio di semi lino e l’olio di canapa: amici del cuore e ricchi di omega 3, omega 6 e vitamina F, vanno tenuto in frigorifero perché la temperatura ambiente rischia di denaturarli.



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