Che differenza c’è tra… acciughe e alici

I due termini sono sinonimi e indicano lo stesso pesce azzurro ricco di omega 3 e protagonista della cucina italiana (sia fresco sia conservato sotto sale o sott’olio)

Definizioni

A parte i nomi, l’aspetto è sempre lo stesso. E non poteva essere diversamente, perché tra le alici e le acciughe non c’è alcuna differenza. Con i due termini, originari di due diverse aree geografiche d’Italia, si intende comunque il piccolo pesce azzurro “Engraulis Encrasicolus” diffuso in tutto il Mediterraneo e appartenente alla famiglia degli "Engraulidi".

Spesso si sente parlare delle alici come dei pesciolini sfilettati e messi sott’olio, mentre con il termine acciughe altrettanto spesso ci si riferisce a pesci interi conservati sotto sale, ma questa differenza, in realtà, non esiste. Acciughe e alici sono sinonimi.

Vero è invece il fatto che i due nomi hanno origini diverse: il termine acciuga deriva dal latino volgare “apiua” o “apiuva” e dal greco “aphyē”, che indica semplicemente un piccolo pesce, e da dialetti liguri o meridionali. Il termine alice, invece, arriva dall’Italia del sud e ha origini napoletane e siciliane.

L’alice o acciuga è un pesce molto gustoso, economico e in cucina è protagonista di tantissimi piatti grazie al suo aroma intenso e caratteristico.

L'acciuga è ottima da consumare fresca o conservata sotto sale, sott’olio o come pasta. Come tutto il pesce azzurro anche le alici sono ricche di grassi omega 3, proteine, riboflavina, niacina, calcio, ferro, fosforo e selenio. Un solo accorgimento: quando si acquistano acciughe conservate sotto sale è bene sciacquarle abbondantemente sotto acqua corrente in modo da non assumere quantitativi eccessivi di sodio, dannosi per chi soffre di ipertensione.



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