Come il Lambrusco ha cambiato la storia

Episodi tragicomici in cui il vino emiliano potrebbe aver stravolto il corso degli eventi
vino allegro, cordiale, da non sottovalutare


Il lambrusco è un vino allegro e cordiale, ma non bisogna sottovalutarlo. Il suo vitigno è antichissimo: la “ Lambrusca vitis” - la vite del Lambrusco - era nota fin dai tempi dei romani e citata da grandi poeti come Virgilio e Catullo. Anche questo vitigno possiede il suo mito di fondazione. Si racconta infatti che Bacco, quando creò questa vite, seppellì assieme alle sue radici un’ala di uccello, una mandibola di leone e una mascella d’asino per rappresentare gli effetti del vino a seconda della quantità che se ne beve. Così, quando attorno al 1040 le truppe di Enrico IV giunsero nei pressi di Sorbara, fecero la conoscenza del Lambrusco: alla prima bevuta era così allegro da farli sentire leggeri come uccelli e incoraggiati da questa sensazione continuarono a bere. Una forza leonina li invase, così ritennero che il vino li avrebbe resi invincibili e seguitarono a godere copiosamente del Lambrusco. Quando però i combattenti furono sul campo di battaglia, le loro gambe si erano infiacchite e si sentirono come asini bastonati. Fu così che con l’aiuto del Lambrusco Matilde di Canossa riuscì a vincere nientemeno che le milizie dell’Imperatore.

Da questa vicenda si può trarre un prezioso insegnamento: “di Lambrusco si può gioire, ma si può anche dormire”.

A cura di Egeria Di Nallo - Homefood - Le Cesarine
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