In cucina con l’autrice di “Cappuccino e cornetto”

Il dolce giusto per ogni occasione a partire dalla colazione. La foodblogger Fedora D’Orazio racconta la sua passione per le golosità della pasticceria
Fedora D’Orazio
Il dolce giusto per ogni occasione a partire dalla colazione. La foodblogger Fedora D’Orazio racconta la sua passione per le golosità della pasticceria

Per Cranberry, al secolo Fedora D’Orazio, tutto comincia con un appuntamento al bar per colazione. Qui si incontrano gli amici, si fanno due chiacchiere e si pianifica la giornata. E visto che le buone abitudini non si perdono mai, Fedora ha deciso di creare il blog “Cappuccino e cornetto”, un bar virtuale dove propone dolci ricette (ma non solo) e racconti. Si definisce “pasticcera pasticciona” perché ama dare spazio alla sperimentazione e alla creatività, ma una cosa è certa: i suoi dolci mettono tutti d’accordo.

Fedora, perché sul web hai scelto di chiamarti Cranberry?
Quando aprii il blog, lo feci insieme ad un mio amico (che poi è il collaboratore latente del blog: si occupa soprattutto della parte legata alla questione più tecnica, non ci metto le mani io, sai che disastro!). Cercavo quindi due nomi che potessero essere associati a due persone e che fossero "un lui" e "un lei" simpatico. Ci sono due frutti complementari, molti simili e allo stesso tempo molto diversi tra loro che sono i cranberry e blueberry, cioè il mirtillo rosso e il mirtillo blu. Io sono il mirtillo rosso e il mio amico è il mirtillo blu. Nel web (soprattutto sui social) mi faccio chiamare spesso Cranberry. A volte capita che i miei amici, anche dal vivo, mi chiamino Cran e così sul sito il mio nome è sempre stato Cranberry.

Perché hai definito il blog “l’angolo di bar ritrovato”?
Perché il “Cappuccino e cornetto” che descrivo nel primissimo articolo del blog e dal quale deriva il nome dello stesso) è la colazione che facevo al bar, tutte le mattine prima di andare all’università. La colazione al bar diventava il momento del ritrovo prima della giornata universitaria: una chiacchiera, un cappuccino, il racconto della serata precedente, la programmazione delle lezioni del pomeriggio o la scelta della pizzeria per la cena con gli amici. Dal bar iniziava la mia giornata. “Cappuccino e cornetto” doveva essere proprio questo: il bar in cui ritrovare gli amici a chiacchierare e da dove iniziare la programmazione della mia giornata. Adesso il bar è cresciuto, ai tavoli siedono i miei lettori e il servizio che offro è pieno di dolci e racconti.

Nel blog scrivi che la tua vita è una ricetta senza dosi: metti insieme gli ingredienti, mescoli e guardi impaziente nel forno cosa succede. Ma in cucina le cose cambiano o la creatività è tutto?
Io sono una creativa. Adoro i dolci ma non sono una pasticcera: mi definisco pasticcera pasticciona, sono quasi l’antitesi della pasticceria. Non sono l’amante della cucina di precisione, ma sono più una “nonna” in cucina. A volte mi rivedo in questa figura. Le nonne preparavano ciambelloni, torte, crostate e non avevano gli strumenti di precisione dei pasticcieri di oggi, ma i loro dolci erano buonissimi. Io invento così in cucina, preparo dolci semplici, biscotti e torte variando a mio gusto e piacere gli ingredienti. Riconosco di avere delle nozioni di base quindi so quali ingredienti posso sostituire o cosa potrei omettere, ma sono una persona che sperimenta tantissimo e sempre. Un po’ di azzardo ci vuole in cucina.

Un goloso è davvero messo a dura prova leggendo le tue ricette. Dolci in tutte le forme, biscotti, pancakes, fiumi di cioccolato… Ci dai un consiglio per preparare un dolce per una serata romantica?
Io preparo all’incirca sei dolci diversi a settimana (e li mangiamo solo in due). Ma per ogni occasione ci vuole un dolce, e quindi per la colazione deve essere una brioche, per il dopo pranzo una torta morbida, per la merenda un biscotto e per il dopo cena il dolce deve essere qualcosa di piccolo, semplice da mangiare e (per quanto possibile) leggero. Non deve appesantire, e per una cena romantica deve assolutamente stimolare la “fantasia”. Quindi consiglierei dei tartufini al cioccolato: sono golosi, piccoli, si mangiano con le mani e il cioccolato, si sa, è il cibo della passione.

L’abbinamento perfetto è anche questione di equilibri. Svelaci un trucco…
Gli abbinamenti di sapori sono sempre difficili da affrontare perché a volte non sono oggettivi, ma soggettivi. Non ho un trucco da svelare ma di sicuro un consiglio da dare: l’importante è non esagerare mai. Riuscire a creare abbinamenti (a volte anche azzardati) con più di 3-4 elementi non è per tutti. Gli chef lavorano anni per creare equilibri tra sapori, con strumenti di alto livello e professionalità. Noi in casa possiamo sperimentare e divertirci a provarci, ma onestamente preferisco essere banale a volte che rischiare su abbinamenti azzardati. Lasciamo ai veri chef il loro lavoro.
 


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