In cucina con un’esperta di alimentazione naturale e macrobiotica

Foodblogger, cuoca e consulente, Giusy D’Addio si è avvicinata otto anni fa alla cucina macrobiotica. L’abbiamo intervistata per scoprire i retroscena della sua scelta
l'alimentazione macrobiotica è una filosofia, uno stile di vita
Foodblogger, cuoca e consulente, Giusy D’Addio si è avvicinata otto anni fa alla cucina macrobiotica. L’abbiamo intervistata per scoprire i retroscena della sua scelta

Dalle pagine del proprio sito dispensa consigli su come mangiare in modo naturale, sano ed equilibrato senza rinunciare al gusto. Non è sempre stato così: prima di occuparsi di alimentazione Giusy D’Addio faceva tutt’altro. Poi alcune circostanze l’hanno portata a cambiare vita e a mettere a disposizione degli altri conoscenze che l’hanno aiutata a stare meglio.

Quale percorso l’ha portata a interessarsi di alimentazione macrobiotica?
Il mio percorso comincia nel settore della moda. Avevo una vita frenetica e di conseguenza un’alimentazione caotica che a un certo punto mi ha portato ad avere problemi di salute. Così ho stravolto la mia vita e mi sono avvicinata alla macrobiotica, ottenendo prima la qualifica di consulente e terapista e poi quella di chef.

Sul macrobiotico si legge di tutto e di più, è una parola che circola con sempre maggiore insistenza ma non tutti hanno ben chiaro di che cosa si tratti. Lo vogliamo spiegare?
A proposito di macrobiotico, in effetti, su internet si leggono tante cose scorrette. Nel concreto, si tratta di una filosofia, uno stile di vita che prevede il consumo di tante verdure e cereali integrali, con grande attenzione alla stagionalità e alla provenienza dei cibi, biologici e soprattutto locali.

Il passaggio a un regime alimentare macrobiotico quali difficoltà ha comportato per lei?
All’inizio non è stato facile, servono passione e grande volontà. Otto anni fa mangiavo già biologico, illudendomi che bastasse a stare bene. In realtà anche nel biologico è importante saper scegliere, e così da quel primo approccio così vago sono passata allo studio vero e proprio.

Tutto comincia da una passione, quindi?
Certamente, la passione prima di tutto. Prima di dedicarmi al macrobiotico leggevo libri sull’alimentazione, avevo un forte interesse per la natura e l’ambiente. Poi ho scoperto di soffrire di sensibilità al glutine e questo mi ha stimolata a costruirmi un nuovo concetto di nutrizione.

Ed è così che di quella passione è riuscita a fare un lavoro.
Dal nuovo regime alimentare ho ottenuto enormi benefici. Ora metto a disposizione degli altri quelle conoscenze che mi hanno fatta stare meglio. Vedere che i miei suggerimenti sono d’aiuto per altre persone è una soddisfazione grandissima, è come se si generasse una piccola onda di positività.

A quale ingrediente non potrebbe mai rinunciare?
Ne cito due: il riso integrale e il sesamo. Il primo è molto versatile, si può utilizzare in infiniti modi e se ne possono ricavare farine con cui realizzare impasti eccezionali, basta un robot da cucina. Con il secondo invece si prepara il gomasio, che in abbinamento al riso crea un mix eccellente.

E a quale invece rinuncia volentieri?
Lo zucchero, sia quello bianco che quello di canna. Potendo non lo userei più, se proprio servono dei dolcificanti meglio il malto d’orzo o di riso, oppure lo sciroppo d’acero. È un consiglio che do sempre, specificando naturalmente che vanno usati con cautela.

Un’ultima domanda. Ci avviciniamo a grandi passi alla stagione fredda: un consiglio per affrontarla al meglio?
Nei periodi freddi è bene consumare verdure tonde, come le zucche, i cavoli e le cipolle, stufate con lunghe cotture che rilassino e diano calore. Un connubio perfetto è quello tra la zucca e i fagioli azuki, che hanno infinite proprietà nutritive, ad esempio aiutano i reni a lavorare meglio.


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