Erbe spontanee: in tanti le raccolgono… ma con quali rischi?

In Italia è una vera e propria tendenza seguita da un esercito di oltre 100mila persone. Ora c’è anche il “foraging” e per promuoverlo è nato un sito internet

Educazione alimentare

Andar per prati e boschi alla ricerca di erbe spontanee appassiona sempre di più gli italiani. Soprattutto in primavera e durante l’estate, per preparare insalate freschissime e ricche di sapore, sono in molti coloro che si mettono alla ricerca di erbe come la stellaria, la lingua di cane, la piantaggine, la borraggine, la malva, la bubbolina o l'ortica, tanto per citarne alcune. Secondo Vas-Verdi Ambiente e Cia (Confederazione italiana agricoltori) gli italiani che raccolgono erbe spontanee sono addirittura 100mila.

 

gemme di abete e erba noce

 

Parliamo di una vera e propria tendenza, tanto che i corsi dedicati alla raccolta o all’uso delle erbe in cucina si moltiplicano. Conoscere le erbe non è cosa da poco e l’improvvisazione è sempre un rischio, soprattutto se consideriamo l’immenso patrimonio vegetale d’Italia. L’inesperienza porta facilmente a scambiare una pianta per un’altra o ad eccedere nel consumo. Così, come avviene per i funghi, serve una certa conoscenza ed esperienza per portare le erbe che raccogliamo a tavola senza preoccupazioni.

Alcune erbe non sono commestibili, altre sono protette e la raccolta è vietata. Il tema della sicurezza rimane però centrale. È capitato, per esempio, che qualcuno si preparasse un’insalata di bacche e fiori di ginestra credendo di preparare qualcosa di sano e leggero per combattere il caldo, finendo poi all’ospedale con forti dolori addominali. La ginestra è, infatti, una pianta velenosa e lo sono anche i suoi fiori. Per questa ragione è sempre consigliato lavarsi subito le mani dopo averla toccata.

 

tarassaco e radicchio selvatico

 

All’insegna del mangiar sano si è diffusa anche la cultura del “foraging”, l’attività di raccogliere cibo spontaneo vegetale esplorando il territorio, imparando a riconoscere e selezionare vegetali ritenuti commestibili. Per promuovere questa pratica e fornire utili informazioni Valeria Margherita Mosca, 35 anni, ha fatto nascere Wood*ing, un laboratorio di ricerca sull'utilizzo del cibo selvatico in cucina. Insomma se ci si prepara alla raccolta delle erbe spontanee bisogna fare un po’ di attenzione e, soprattutto, informarsi. Di mezzo c’è la salute.

 

foto: wooding Wildfoodlab

 



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