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Campania di gusto tra mare, terra e nettare di Bacco

Una carrellata di specialità tipiche riempiono di sapori mediterranei anche la tavola d’autunno. Dalla Mozzarella di bufala Dop ai taralli napoletani anche uno spuntino può essere da gourmet

 

In Campania la tavola è un trionfo di sapori e non a caso un detto recita: “A meglia mericina: vino e campagna e purpette e cucina” ovvero “La migliore medicina: vino, campagna, polpette e cucina”. Grazie al clima, al territorio generoso e alla fertilità del terreno, questa regione del Sud ha una tradizione gastronomica che esalta le specialità di terra e di mare. L’arte casearia campana è certamente uno dei fiori all’occhiello della regione e produce uno dei formaggi più noti del Made in Italy: la mozzarella. Fior di latte e Mozzarella di bufala Dop, prodotte in diverse forme, sono specialità che riempiono subito di gusto e freschezza la tavola. Entrambi formaggi freschi a pasta filata, la mozzarella fior di latte è prodotta con latte vaccino mentre la mozzarella di bufala, come indica il nome, ha come ingrediente fondamentale proprio il latte di bufala. Bella anche da servire a tavola, la treccia di Mozzarella di bufala Dop ha un sapore dolce e allo stesso tempo acidulo. Un’autentica delizia che si scioglie in bocca.

Tra le specialità tipiche ci sono i taralli napoletani, lo spuntino più amato dai partenopei, gustosi e friabili, croccanti al punto giusto. Preparati con mandorle, pepe e sugna sono semplicemente irresistibili tanto da essere protagonisti di un modo di dire: “Se ti tirassen’ na sport’e taralle, nun ne cadesse uno ‘nterra”, che in italiano sarebbe “Se ti lanciassero una cesta di taralli, non ne cadrebbe alcuno al suolo”. Uno tira l’altro, soprattutto se si è seduti davanti a un buon bicchiere di vino proprio come accadeva un tempo nelle osterie.

E se è vero che “Na tavula senza vino è comme 'na jurnata senza sole” (una tavola senza vino è come una giornata senza sole) il nettare di Bacco è pronto a strapparci un sorriso. La Falanghina, vino bianco dal colore giallo paglierino, ha un profumo intenso di frutta a polpa bianca e gialla, con sentori di fiori gialli. Di buon corpo e discreta persistenza, al palato è un equilibrio tra sensazioni morbide e acidità. Accompagna bene i primi piatti con verdure, gli antipasti, il pesce, oltre ai formaggi freschi a pasta filata e morbida.

Tra i vini bianchi c’è anche il Fiano bianco Sannio Dop, di colore giallo paglierino, odore vinoso intenso e profumo di nocciola. Questo vino, da servire a una temperatura compresa tra i 10 e i 12 °C, è particolarmente adatto ad accompagnare antipasti, piatti a base di carni bianche e pesce. Il Lacryma Christi del Vesuvio Dop, vino dall’anima antica e gusto aromatico e versatile sia bianco che rosso, non vi deluderà. Il suo segreto è custodito dai vitigni che crescono in terra vulcanica, mentre il fascino lo deve alle leggende che avvolgono la sua storia. Il Lacryma Christi del Vesuvio bianco Dop è ottenuto da uve Caprettone, Verdeca e Falanghina e ha un colore giallo paglierino, fragrante e ricco di profumi elegante e armonico. Il rosso, ottenuto con uve Palombina, Olivella e Aglianico, è di colore rosso rubino e ha un sapore speziato, caldo e tannico. Si presta ad essere servito con piatti a base di carne rossa e formaggi stagionati.

Dopo un bel brindisi, il dolce è il protagonista più gradito. Ma oltre ai prodotti della pasticceria campana più classici, c’è un ingrediente che un tempo aveva una grande importanza e rappresentava un’importante risorsa per i contadini. In Cilento la raccolta delle castagne portava alla produzione della farina di castagne, un prodotto che si poteva mantenere a lungo nelle dispense e impiegata soprattutto per produrre il pane. Con la farina di castagne anche in Campania si prepara il castagnaccio, il dolce sostanzioso dell’autunno, che può essere reso ancor più goloso con l’aggiunta di cioccolato fondente, nocciole e liquore di amaretto.