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Lazio di gusto, le specialità da scoprire non finiscono mai

Dal sapore intenso del Pecorino Romano Dop al famoso guanciale protagonista di celebri primi piatti fino al vino e al liquore Mistrà. E il viaggio tra i sapori continua ancora

La tradizione gastronomica del Lazio è estremamente ricca e trova tante espressioni ben oltre le specialità della tavola romana. Il panorama è assai più ampio e variegato: si passa dalla pasta ai salumi fino ai formaggi e anche ai vini e ai liquori senza mai rimanere delusi. Cominciamo con un formaggio che si è fatto conoscere in tutto il mondo: il Pecorino Romano Dop, aromatico e più o meno piccante a seconda della stagionatura. Questo formaggio a pasta dura, prodotto con latte fresco di pecora, ha una storia di oltre duemila anni ed è uno dei primi cinque formaggi italiani più esportati nel mondo.

Gustato da solo, magari accompagnato da pane senza sale, unito alle verdure, tagliato a spicchi per arricchire le insalate, con i legumi, il Pecorino Romano riesce sempre a caratterizzare uno spuntino o le diverse portate. È poi immancabile nelle ricette della tradizione romana come Cacio e pepe, la carbonara o la famosa amatriciana.

Pecorino Romano Dop

E visto che abbiamo ricordato primi piatti come carbonara e amatriciana, non possiamo evitare di parlare di un altro dei suoi ingredienti principali: il guanciale, una delle specialità più note della gastronomia laziale e originario di Amatrice. Ricavato dalla guancia del maiale, questo salume tipico del Lazio ha una consistenza compatta con parti grasse di colore bianco e roseo e altre magre di colore rosso. Il suo sapore intenso e sapido si arricchisce grazie all'aggiunta di pepe. La storia di questo salume è legata alla tradizione pastorizia. Durante i lunghi mesi trascorsi in montagna con il gregge, i pastori dovevano infatti disporre di alimenti facilmente conservabili e nutrienti.

Passando a sapori meno decisi, tra i formaggi è da provare il Cremoso dei Colli Sabini, un pecorino fresco a pasta morbida, bianca e leggermente occhiata. Questo formaggio, con una stagionatura media di 30 giorni, è perfetto tra gli antipasti, per arricchire sformati e guarnire gustosi panini.

Le specialità laziali si accompagnano bene con i vini rossi caldi e persistenti come ad esempio il Velletri rosso, ma anche un Fontana Morella Rosso Igt, nato dal connubio tra il Montepulciano, Sangiovese e Merlot. È un vino dal colore rubino che tende al rosso mattone con l’affinamento nel tempo. Rotondo e piacevole, equilibrato e con una discreta persistenza, all’olfatto si presenta fruttato e con note balsamiche. Si accompagna bene con i formaggi semistagionati, le carni rosse, la selvaggina e i sughi.

Per concludere il pasto si può scegliere un buon liquore come Mistrà, prodotto che appartiene alla tradizione secolare dei distillati a base di anice dell’Italia centrale. Nato da una ricetta originale della famiglia Pallini, il suo aroma racchiude sette tipi di anice, tra cui quello stellato, il verde e il finocchio. Ottimo da gustare con il caffè o al naturale, il Mistrà viene anche utilizzato nella preparazione di dolci.

Mistrà Pallini: il liquore secco dall’anima intensa e la storia antica