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Specialità di Puglia e Basilicata per non dimenticare i sapori del Sud

Dai primi piatti di pasta di grano duro alla salsiccia lucanica accompagnata dai formaggi dal profumo intenso, la cucina genuina che non stanca mai 

Le specialità pugliesi e lucane rendono ancora più appetitosa la tavola di settembre. Dalla pasta di semola ai golosi pasticciotti leccesi passando per i formaggi e la salsiccia lucainica, la carrellata di sapori continua a deliziare il palato con gusti intensi e genuini. Merito della generosa produzione agroalimentare di queste due regioni, una realtà capace di proporre numerosi prodotti d’eccellenza. Ecco allora la famosa pasta di semola in tutti i suoi formati: spaghetti, sagne, maritati, calamarata, paccheri, fettucce e via dicendo, prodotte anche con la farina ottenuta dal grano duro Senatore Cappelli. Non possono poi mancare le famose orecchiette, una specialità pugliese che si è fatta amare in tutto il mondo e oggi prodotte anche utilizzando il grano arso. Un tempo il grano arso era il grano dei poveri, i chicchi neri che rimanevano nel campo dopo che i contadini avevano bruciato le stoppie rimaste dalla mietitura. I chicchi neri venivano poi macinati per aumentare la quantità di farina disponibile o come merce di scambio. La farina di grano arso dona alle orecchiette un sapore più intenso e rustico.

Per rendere ancor più ricchi i primi piatti non può mancare una buona passata di pomodori, densa e profumata. I pomodori del sud regalano sempre grandi soddisfazioni in cucina e pomodori pelati, passata e pomodorini al naturale completano numerose ricette, compresi antipasti e secondi piatti. Ci sono poi le olive, come quelle verdi di Cerignola. Per le sue eccellenti caratteristiche qualitative nel 2000 l’Oliva verde Bella di Cerignola ha ottenuto la certificazione Dop europea con la denominazione “La Bella della Daunia”. Perfetta da servire durante un aperitivo o a tavola, magari insieme alla scamorza proposta nelle sue varianti: bianca, affumicata o appassita. Per chi è alla ricerca di sapori più forti è ottimo il Canestrato lucano stagionato. Tendenzialmente dolce e delicato all’inizio della stagionatura, il sapore di questo formaggio diventa più forte, aromatico e piccante con il passare del tempo. Chi non ama i sapori decisi dovrà quindi optare per il prodotto “primitivo”, con stagionatura che non supera i sei mesi.

Il canestrato di Moliterno racconta con il sapore la Basilicata

Parlando sempre di formaggi, la burrata di Andria Igp è un’altra specialità che non sfigura mai a tavola, magari servita con pomodori freschi tagliati a fette e l’olio extravergine di oliva Dop Terra di Bari. E dopo tanta bontà perché non gustare anche la famosa salsiccia lucanica? Dolce o piccante il sapore di questa salsiccia si è fatto conoscere ovunque. Si prepara con carne di prima qualità (spalla, coscia, coppa), che viene mondata, privata di grasso e nervi, tritata a grana grossa e rifinita con sale e pepe. La sua versione piccante è amata da chi predilige i sapori decisi e persistenti.

Una salsiccia che ha fatto storia

Se poi non si rinuncia al brindisi non c’è che l’imbarazzo della scelta. L’elenco dei vini da degustare è molto lungo: Primitivo di Puglia Igp, Negroamaro Igp, Salice Salentino Dop, Locorotondo Dop, Vino Nero di Troia Igp, Bombino Bianco Puglia Igp. Tra vini rossi e bianchi le proposte sono davvero numerose. Tra i meno noti e da provare c’è il vino Susumaniello Valle d’Itria Igp, un nettare di Bacco dal colore rosso rubino intenso dai riflessi violacei. È un vino strutturato che dona al palato sentori di mora e ciliegia e dolci note tostate, morbido e persistente, perfetto da abbinare ai piatti di carne e ai formaggi. Altro vino della Valle d’Itria è il Bianco D’Alessano Igp. Si tratta di un vino bianco dal colore giallo paglierino con riflessi verdolini e un bouquet intenso. Il gusto è secco e i sentori sono quelli della frutta.

Per una dolce conclusione non può certo mancare il goloso pasticciotto, il tortino di pasta frolla e crema pasticcera simbolo della pasticceria salentina. Il prodotto fresco può essere conservato in frigo per tre giorni. In questo caso per gustarlo al meglio è bene lasciarlo un’ora a temperatura ambiente e poi scaldarlo in forno.

Il pasticciotto leccese, seduttore dalla dolce morbidezza