In punto vendita

Tra carciofi, fritture e formaggi... una specialità del Lazio tira l'altra

Con i suoi sapori forti e sapidi, la cucina laziale sa bene come conquistare i commensali. Ecco le specialità perfette da servire per un aperitivo o come antipasto

Tra le specialità enogastronomiche più apprezzate e conosciute in Italia e nel mondo, quelle laziali raccolgono i sapori delle tradizioni popolari e contadine. Sapori forti e sapidi, piatti sostanziosi che chiamano subito alla convivialità.

Tra formaggi e ricche fritture, la cucina del Lazio si fa sempre notare e apprezzare. Sulla tavola, ad esempio, un grande classico sono i carciofi. Serviti alla brace o alla romana, il loro gusto conquista sempre il palato. Nel lungo elenco delle ricette tradizionali del Lazio ci sono i famosi carciofi alla romana, mammole ripiene con un trito di erbe aromatiche. Le mammole, varietà di carciofi dalla forma rotonda e dalle foglie non spinose, vengono sapientemente preparate per esaltarne il sapore utilizzando la mentuccia e spicchi d’aglio. Con una cottura lenta, il carciofo diventa morbido e si riempie di sapore. Un contorno particolarmente indicato per piatti di carne bianca e di pesce.  Altrettanto gustosi sono i carciofi alla brace, poi conservati in olio extravergine d’oliva.

In Lazio il Pecorino non manca mai e aggiunge sempre un tocco in più ai piatti più noti: arricchisce i primi piatti e i contorni, ma è protagonista anche come formaggio da pasto. Quello semi-stagionato, come il Pecorino Boncacio, ha una pasta delicata e un sapore dolce con note lattee e burrose. Per rimanere sempre su un grande classico, non si può certo resistere ai fiori di zucca in pastella, da consumare ancora caldi per apprezzarne appieno la croccantezza. Tra i fritti si gustano i filetti di baccalà in pastella, perfetti anche da proporre durante un aperitivo. Teneri dentro e croccanti fuori, i filetti di baccalà sono avvolti da una pastella leggera e saporita preparata con farina di grano tenero, lieviti naturali e sale.

Se non rinunciate al brindisi, provate il classico Castelli Romani bianco, dal colore giallo paglierino e dal profumo fruttato e intenso. Un vino secco, equilibrato e persistente con una buona freschezza, che ben si adatta a gran parte dei piatti laziali, dagli antipasti ai piatti di pesce fino alle carni bianche. La temperatura ideale per servirlo è tra i 9-10 °C.

Per chi al vino preferisce una bibita, c’è un prodotto analcolico da non perdere: il chinotto. In Lazio la ricetta di questa bevanda dalla lunga storia è rispettata con attenzione ed esaltata da ben 53 estratti di erbe officinali. Dal primo chinotto prodotto nella capitale nel 1949, la ricetta di Simone Neri è seguita rigorosamente anche oggi. L’infuso esalta il frutto del chinotto con erbe aromatiche tra cui achillea, aloe, echinacea, passiflora, ribes nero ed estratto di Ginseng. Una bevanda fresca dal carattere forte e deciso che, proprio per le sue caratteristiche, è meglio gustare fuori pasto.

Foto: C. Shen