La pappa al pomodoro e l’estate in un piatto

Questa zuppa estiva non manca mai sulle tavole toscane, ma conquista tutti. La ricetta della foodblogger Barbara Lechiancole di “Cucina di Barbara”

Dalla blogger di “Cucina di Barbara”

Chi non conosce la famosa canzone degli anni ’60 cantata da Rita Pavone? Fu anche grazie a questa canzone che la pappa al pomodoro, il celeberrimo piatto toscano, venne conosciuta fuori dai confini della propria regione di origine.

In realtà la pappa al pomodoro è stata originariamente portata a conoscenza degli italiani dallo scrittore fiorentino Vamba, attraverso il celebre giornaletto Gianburrasca sin dai principi del ‘900, però possiamo affermare che la consacrazione definitiva è arrivata appunto dalla canzone cantata da Rita Pavone. Una canzone, questa, che possiamo considerare “d’autore” in tutti i sensi, perché pochi sanno che il testo è stato scritto da Lina Wertmuller e musicata niente di meno che dal grande Nino Rota, autore di molte colonne sonore dei film di Fellini, come La Strada, 8 e 1/2 ed Amarcord.

Prima di quel momento la pappa al pomodoro era un piatto relegato unicamente alla tradizione contadina toscana. È un piatto che parla d’estate, quando i pomodori sono maturi e dolci e profumano di sole, di caldo e di terra arsa. Come dicevamo in precedenza, si tratta di una ricetta contadina, con pochissimi ingredienti, ma come per tutti i piatti semplici, per la sua buona riuscita, quei pochi ingredienti utilizzati devono essere di ottima qualità. Fondamentale è avere a disposizione del pane toscano raffermo, di quello senza sale. Da evitare assolutamente l’utilizzo dei classici panini o pani fatti con latte, uovo o altri ingredienti. Per i pomodori invece, è possibile scegliere quelli che più vi aggradano. Vanno benissimo ad esempio i S. Marzano dolci e compatti, oppure i “pisanelli".

Come accade spesso per le ricette che fanno parte della tradizione contadina, anche per la pappa al pomodoro, ogni famiglia e ogni paesino ha la propria versione. C’è chi per prepararla utilizza un battuto di cipolla, carota e sedano nel quale cuoce poi i pomodori e chi invece soffrigge leggermente il pane con olio e aglio per poi bagnarlo con la zuppa di pomodori e chi come me, usa la ricetta della mamma che prevede che si bagni il pane nel brodo caldo.

Nessuna eccezione può essere fatta però sull’utilizzo del formaggio. In quanto piatto povero, la tradizione contadina ci insegna che il formaggio era un miraggio, un lusso che pochi potevano permettersi.

Per 4 persone:

  • 1 kg di pomodori maturi
  • 3 spicchi di aglio
  • 5 g di sale marino
  • pepe nero
  • 100 ml di olio di oliva extra vergine
  • 300 g pane toscano raffermo
  • basilico fresco
  • 1 pizzico di zucchero
  • mezzo litro di brodo vegetale

 

Preparazione

Lavare i pomodori, praticare una leggera incisione con un coltellino e immergerli per qualche secondo in acqua bollente. Sempre con un coltellino togliere quindi la pelle e tagliarli grossolanamente, cercando di eliminare i semi.

In una pentola di ghisa o di coccio, fare appassire gli spicchi d’aglio schiacciati in abbondante olio. Aggiungere i pomodori all’olio insaporito con aglio e lasciare cuocere per 20 minuti a fiamma molto dolce, fino a che non si sarà ottenuta una polpa.

Aggiustare di sale, unire un pizzico di zucchero; passaggio, quest’ultimo, eliminabile in estate, perché se il pomodoro è di stagione, sarà già sufficientemente dolce, al contrario di un pomodoro da serra, generalmente con un sapore più acidulo.

Nel frattempo tagliare il pane toscano raffermo in fette e bagnarlo con del brodo vegetale caldo. Unire il pane al pomodoro nella pentola e girarlo per 5 minuti fino a che non avrete ottenuto la consistenza appunto di una pappa.

Spegnere il fuoco, aggiungere del basilico spezzettato, un bel giro di olio extra vergine di oliva e del pepe nero, se gradito.

Si può servire la pappa al pomodoro subito ben calda, oppure tiepida.

Cucina di BarbaraBarbara Lechiancole è l’autrice del blog “Cucina di Barbara”. Ama il cioccolato fondente, il caffè nero bollente, viaggiare senza meta (meglio se in paesi lontani), vedere vecchi film, ascoltare tanta musica, essere mamma e moglie.

 



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