5 regole per raccogliere funghi… in modo “sostenibile”

Ottobre è il mese migliore per andare in cerca di questi preziosi prodotti del sottobosco: ecco alcuni consigli per farlo nel pieno rispetto dell’ambiente
cosa bisogna e non bisogna fare per andare a funghi
Ottobre è il mese migliore per andare in cerca di questi preziosi prodotti del sottobosco: ecco alcuni consigli per farlo nel pieno rispetto dell’ambiente

Andar in cerca di funghi è una passione sempre più diffusa. Per molti l’appuntamento con la “fungata” è un’occasione per fuggire dalla città anche solo per qualche ora, ristabilire un contatto con la terra e riscoprire i gesti di una consuetudine antica, per lungo tempo appannaggio solo di coloro che abitavano in prossimità dei boschi. Una pratica, tuttavia, che può rivelarsi assai poco sostenibile se condotta senza tenere conto di alcune semplici norme e di un po’ di sano buonsenso. Ecco allora che cosa bisogna e non bisogna fare per andare a funghi nel totale rispetto dell’ambiente.
 
  1. Non danneggiamo i funghi che non ci interessano. Commestibili o meno, non abbiamo alcun diritto di distruggere i funghi che incontriamo lungo il nostro cammino: hanno infatti un ruolo fondamentale per la salute del bosco e costituiscono in molti casi una preziosa integrazione all’alimentazione degli animali selvatici. La loro distruzione non solo non ci aiuterà a trovare una maggior quantità di funghi “buoni”, ma comporterà un danno irreversibile per il bosco e i suoi abitanti.
  2. Utilizziamo sempre contenitori idonei. Lo dicono i regolamenti e lo dice anche la scienza: l’utilizzo di contenitori rigidi aerati da un lato favorisce la dispersione delle spore, garantendoci buone raccolte anche negli anni a venire, dall’altro preserva i funghi dall’attacco di muffe e da fenomeni di marcescenza, che ne comprometterebbero la commestibilità. Quindi, “no” al sacchetto di plastica e “sì” al classico cestino di vimini o ai più moderni zaini da funghi, eredi delle “antiche” gerle.
  3. Portiamo a casa i nostri rifiuti. Uno spuntino è quello che ci vuole per recuperare le forze durante una lunga passeggiata in cerca di funghi, ma una volta rifocillati stiamo attenti a non gettare a terra cartacce, bottiglie o altri rifiuti: al bosco non servono. E se altri sono così maleducati da non rispettare questa elementare norma, rimediamo noi raccogliendo quel che essi hanno gettato: non costa alcuna fatica e il bosco saprà come ricompensarci.
  4. Non raccogliamo funghi troppo piccoli o troppo maturi. Raccogliere funghi decisamente immaturi significa sottrarli al bosco prima che abbiano potuto produrre e disperdere spore: i regolamenti, del resto, parlano chiaro, vietando la raccolta di funghi con diametro del cappello inferiore ai 4 centimetri. Analogamente, gli esemplari troppo vecchi vanno lasciati nel bosco: ormai eccessivamente maturi per finire in padella, daranno un contributo importante alla riproduzione del micelio nelle annate successive.
  5. Non eccediamo con le quantità. Varia da 1 a 5 chilogrammi, a seconda delle zone e delle norme locali, il quantitativo massimo che un raccoglitore può mettere nel cesto in un solo giorno. Niente ingordigia, quindi: anche di fronte a crescite eccezionali cerchiamo di selezionare gli esemplari migliori e rispettiamo quanto più possibile i limiti imposti. Eviteremo così di sottoporre il bosco a una pressione eccessiva e, in caso di controlli da parte del Corpo forestale dello Stato, anche di incorrere in salatissime multe!


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