Brevi e sostenibili: ecco le nove filiere della pasta emiliano-romagnola

Firmato a Bologna l’accordo regionale per la fornitura al Gruppo Barilla di grano duro coltivato sul territorio.
filiera corta, integrata e sostenibile
Firmato a Bologna l’accordo regionale per la fornitura al Gruppo Barilla di grano duro coltivato sul territorio.

Dalla terra alla tavola: in Emilia-Romagna la pasta guarda a una filiera corta, integrata e sostenibile. Lo conferma l’accordo firmato a Bologna tra Regione e Gruppo Barilla per la fornitura del grano duro di alta qualità coltivato sui territori emiliano-romagnoli. L’intesa, valida per la campagna cerealicola 2013-2014, prevede un totale di circa 95mila tonnellate, pari a una superficie di 16mila ettari coltivati.

L’accordo quadro – che si ripete per l’ottavo anno - coinvolge l’intera filiera di del grano duro per garantire la pianificazione della produzione e delle consegne. Un intervento che consente di rendere il prodotto locale competitivo rispetto ai grani d’importazione. Il tutto, inoltre, avrebbe ulteriori effetti positivi assicurando adeguate remunerazioni agli agricoltori, materia prima di qualità e, non da ultimo, maggior rispetto per l’ambiente.

Tra le novità dell’intesa 2013-2014 si legge infatti una semplificazione del meccanismo di fissazione dei prezzi di compravendita, nonché l’inserimento di un decalogo di sostenibilità elaborato da Barilla per migliorare l’impatto ambientale della coltura. Indicazioni, quelle comprese nel decalogo, che andranno a integrare quelle già messe in pratica dal disciplinare di produzione della Regione Emilia-Romagna.

Il documento si riferisce inoltre a particolari qualità di grano duro, tra cui Normanno, Odisseo, Levante e Saragolla, in grado di fornire una qualità di glutine con caratteristiche superiori a quelle della media italiana. Nel dettaglio, il contratto quadro si articola in singoli accordi firmati dal Gruppo Barilla e dai fornitori. Saranno poi questi ultimi (Op Cereali, Op Grandi Colture Italiane, Op Capa Ferrara, CerealCap) a stipulare con i singoli agricoltori soci gli impegni di coltivazione, le tecniche e le opzioni di valorizzazione del grano duro.

 


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