“Life+ Climate ChangE-R”: la ricetta emiliano romagnola per salvaguardare il pianeta

Il progetto regionale punta ad innovare l’agricoltura riducendo i danni per l’ambiente. E vuole essere un modello per tutta l’Europa

Agricoltura sostenibile

È una ricetta fatta d’innovazione e buone pratiche agricole quella pensata dalla Regione Emilia-Romagna per salvaguardare il pianeta. Grazie al progetto regionale “Life+ Climate ChangE-R” - attivo dal 2014 e finalizzato alla riduzione delle emissioni di gas a effetto serra - il sistema agricolo emiliano-romagnolo punta ora diventare modello di riferimento in Europa. Il piano, presentato nei giorni scorsi a Bruxelles per evidenziarne le vaste potenzialità, è complesso e integra le diverse filiere produttive che caratterizzano l'offerta agroalimentare della regione. L'obiettivo è semplice e ambizioso: in tre anni diminuire di 200mila tonnellate le emissioni di origine agricola in Emilia-Romagna grazie a modelli produttivi mirati e buone pratiche.

Come ha spiegato l’assessore regionale all’Agricoltura Simona Caselli durante la presentazione dei risultati, “con Life+ Climate ChangE-R abbiamo individuato obiettivi precisi e quantificabili. I risultati hanno determinato gli indirizzi per la programmazione del Piano di sviluppo rurale 2014-2020 e questo potrà contribuire alla transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio prevista della Strategia Europa 2020". Un impegno che rappresenta un modello tecnico di grande utilità anche per gli altri Paesi dell'Unione Europea. Il sistema agricolo dell'Emilia-Romagna è infatti caratterizzato da colture diffuse in molte regioni europee, in cui si potranno replicare le azioni messe in campo.

Il progetto "Life+ Climate ChangE-R" si concluderà a fine anno e ha puntato alla riduzione delle emissioni per le produzioni destinate all'industria alimentare come il pomodoro, il grano duro, la frutta, la carne bovina, il latte fresco e quello per la produzione di Parmigiano Reggiano. Tra i partner figurano realtà rappresentative di tutto il sistema agroalimentare regionale tra cui Coop Italia, Crpa, Crpv, Arpa Emilia-Romagna, Barilla, Granarolo, Apo Conerpo, Cso Italy, Unipeg/Inalca, Parmareggio. E una delle grandi forze del progetto sta di certo nel fatto che le tecniche e le nuove pratiche individuate sono ora a disposizione di tutti.



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