19 ortaggi da salvare: la Puglia non rinuncia alla varietà

Avviato un progetto per conservare le biodiversità pugliesi. Sarà creata anche una rete per mettere in relazione gli agricoltori-custodi.
Puglia


Tra i nomi spiccano i meloni di Gallipoli, la carota giallo-viola di Tiggiano, la batata leccese, ma anche i caroselli o la cipolla rossa di Acquaviva. E sono solo alcuni trai i diciannove ortaggi e fioriture commestibili che meritano di essere salvati in Puglia. A rendere nota la lista ci hanno pensato i protagonisti del progetto Biodiverso. L’iniziativa – avviata da 15 soggetti scientifici e tecnici – punta a salvaguardare le biodiversità delle colture locali: autentici gioielli verdi che hanno maggiore resistenza agli stress ambientali e contribuiscono a valorizzare il già ricco carnet di produzioni regionali.

Le risorse genetiche orticole a rischio di “estinzione” saranno raccolte sul territorio per poi essere catalogate, conservate e caratterizzate. Nella lista figurano varietà scartate dalle monocolture agro-industriali per ragioni commerciali o logistiche, ma conservate da sparuti gruppi di agricoltori pugliesi: i cosiddetti "custodi". Ecco perché il progetto prevede anche la formazione di una rete regionale della biodiversità che rafforzerà il sistema delle conoscenze mettendo in relazione contadini-custodi (detentori delle varietà locali), aziende agricole, stakeholders (agriturismi, industria agroalimentare, ristorazione), enti locali preposti alla valorizzazione delle risorse ambientali, culturali e storico-architettoniche. Il tutto finalizzato a una riqualificazione del territorio sia ambientale che economica, con micro-filiere che saranno di supporto a quelle già esistenti.

L’integrazione delle azioni sviluppate nel corso dell’iniziativa - si legge nel progetto Biodiverso - “permetterà di ottenere una serie di strumenti fruibili a tutti al fine di promuovere le conoscenze sull’inestimabile patrimonio di agro-biodiversità orticola della Puglia, nonché per aumentare la consapevolezza che la tutela delle risorse genetiche è essenziale”.


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