Aglio di Nubia: cuore rosso siciliano dal carattere deciso

Rispetto ad altre qualità i bulbi contengono più allicina, principio attivo che migliora la circolazione sanguigna. Dal 2002 è presidio Slow Food

Sicilia

L’aglio - si sa - è per gusti forti, ma ne esiste una varietà dal sapore ancor più intenso. L’aglio rosso di Nubia, piccolo paese nel Trapanese, ha un contenuto di allicina (il principio attivo contenuto nei bulbi) molto superiore alla media di altre varietà d’aglio (oltre 60 mg per 100 gr di prodotto fresco), tanto da renderlo inconfondibile. Lo dicono le ricerche della Facoltà di Agraria di Palermo, ma anche il crescente numero di estimatori che lo scelgono proprio per il suo “carattere deciso”.

L’aglio rosso cresce nei terreni argillosi di Nubia, noto come “U paisi di l’agghi” (il paese dell’aglio), ma anche a Paceco, all'interno della Riserva naturale integrale Saline di Trapani, nei comuni di Trapani, Erice, Buseto Palizzolo, Valderice, Marsala e Salemi.

Nello stesso terreno dove tra dicembre e gennaio si semina l’aglio, per ottimizzare la coltura e non impoverire il suolo, a rotazione si coltivano melone, fave e grano duro. La raccolta avviene nelle ore più fresche della giornata, quelle serali e notturne dei mesi di maggio e giugno. La maggiore umidità delle foglie agevola, infatti, la successiva intrecciatura dei bulbi. Secondo la tradizione l’aglio viene confezionato in trecce molto grandi (fino a cento bulbi ciascuna), che sono poi appese davanti ai balconi o sistemate in cantine o magazzini.

Il bulbo è costituito mediamente da dodici bulbilli, le tuniche esterne sono bianche e quelle interne di colore rosso vivo. Per le sue caratteristiche uniche è stato inserito tra i prodotti agroalimentari tradizionali siciliani (Pat) e nel 2002 è divenuto presidio Slow Food.

L’aglio di Nubia è l’ingrediente principe di alcuni piatti tipici. In primo luogo della pasta con il pesto alla trapanese (a base di aglio pestato, basilico, mandorle, pomodoro, olio extravergine, sale e pepe), piatto povero che, in dialetto, si chiama appunto “pasta cull’àgghia”. Non manca neppure nel cuscus di pesce.

Il prezioso bulbo contiene, oltre a oligoelementi e sali minerali, anche vitamina A, B1, B2 (riboflavina), PP e C. L’allicina è poi utile nel controllo della pressione arteriosa e nella riduzione di colesterolo e trigliceridi. Sviluppa anche un’azione protettiva nei confronti dell’aterosclerosi. Avete una tosse insistente o dovete fronteggiare una bronchite? Il consumo di aglio è consigliato anche in questi casi, perché agisce come antinfiammatorio calmando la tosse.

foto Jose Manuel



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