Aringa Sciocca Friultrota: poco sale e molto gusto

Questi filetti di aringa argentata sono lavorati con salatura leggera e affumicati secondo metodi artigianali con farine di legno, bacche ed erbe aromatiche 

Friuli Venezia Giulia

Quando il pesce selvaggio è lavorato secondo tradizione, il risultato è sempre degno di nota. Se poi la salatura è lieve e l’affumicatura studiata ad arte, allora rischia di trasformarsi in un piatto perfetto. È quello che accade all’Aringa Sciocca firmata Friultrota, azienda che a San Daniele del Friuli (Udine) si dedica a questa e ad altre specialità – prima fra tutte la trota affumicata. Quest’aringa lavorata in Friuli Venezia Giulia si caratterizza anche per la delicatezza. È infatti definita sciocca, vale a dire “senza sale”, perché risulta meno salata rispetto alle tradizionali aringhe nordiche. Una caratteristica che – tra l’altro – permette di portarla in tavola così com’è, senza interventi di desalatura in fase di produzione.

Quando la trota affumicata diventa una tradizione friulana

Si tratta di filetti affumicati a freddo e aromatizzati. Il procedimento è quello della tradizione: si utilizzano farine di legno, bacche ed erbe aromatiche. Il tutto rigorosamente senza conservanti. In questo modo, pur rispettando il suo gusto classico, l’Aringa Sciocca affumicata si rivela più delicata e adatta ad ogni palato. A fare la differenza è anche la materia prima. Come ha precisato in un’intervista Mauro Pighin, titolare di Friultrota, “queste aringhe provenienti dalla Norvegia sono selezionate in base alla consistenza della carne, al giusto tenore di grassi e alla stagione della pesca: tutti elementi che influiscono sulla qualità del prodotto finale”.

I filetti sono inoltre pronti all’uso: da utilizzare per ricette innovative o per proposte classiche. A ben vedere, è grazie all’affumicatura che l’aringa, pur vivendo nelle acque oceaniche del Nord Europa, è da secoli parte della tradizione culinaria del Belpaese. Racconta sempre Pighin che, già dal Medioevo i paesi affacciati sul mare del Nord svilupparono sistemi di pesca e lavorazione volti a sfruttare al meglio gli enormi banchi di aringhe a disposizione. Fu poi il pescatore olandese Willem Beukel a ideare una tecnica innovativa di eviscerazione delle aringhe che venivano poi salate e affumicate. Ciò permise di conservarle a lungo e quindi di trasportarle lontano perché fossero apprezzate in tutta Europa. 



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