“OPERA TUA”: VOTA L’OPERA D’ARTE DA RESTAURARE

Sei un socio di Coop Alleanza 3.0? Fino al 10 novembre per ogni tappa di “Sapori, si parte!” scegli un capolavoro artistico da recuperare
grazie al contributo della cooperativa: subito per te uno sconto per l'acquisto di prodotti del territorio!

Bigoli, gli spaghettoni veneti con la passione per il sugo

La pasta all’uovo è celebrata a tavola e nelle feste popolari. Ricca di sapore e sempre pronta ad essere interpretata a Monterosso ha ottenuto anche il marchio DeCo

Veneto

In Veneto non c’è altra pasta che i bigoli. I “bigoi”, come si dice nel dialetto locale, sono una pasta lunga simile a un grosso spaghetto dagli ingredienti molto semplici: farina di grano tenero, acqua e sale nella ricetta originale, oggi con l’aggiunta di uova. Le caratteristiche irrinunciabili di questa pasta della tradizione sono la rugosità e la porosità, che la rendono perfetta per trattenere il sugo.

Per secoli i bigoli sono stati una preparazione affidata alle mani esperte delle donne di casa. Per rendere più pratica la loro lavorazione, nel 1604 il pastaio Bartolomio Veronese inventò il “torchio bigolaro”: l’impasto passava attraverso una trafila con fori di 2-2,5 mm formando lunghi spaghettoni. Ci volle parecchio tempo prima che il torchio a mano entrasse nelle case di tutti i veneti, dopo di che fu considerato un utensile da cucina irrinunciabile. Grazie al “bigolaro” si riuscivano a preparare maggiori quantità di pasta, senza però utilizzare le uova, considerate troppo preziose e utilizzate per barattare altra merce.

Il nome “bigoli” è collegato all’aspetto della pasta e deriva molto probabilmente dal termine dialettale “bigàt” (bruco). Oggi si trovano alcune varianti del prodotto tradizionale, che utilizzano ingredienti diversi come ad esempio la farina di grano saraceno o di segale. In questo modo si ottengono i cosiddetti “bigoli mori”, una specialità del territorio di Bassano del Grappa.

Più è saporito il sugo e più i bigoli si arricchiscono di gusto. Una delle ricette più celebrate è sicuramente quella dei bigoli in salsa o “bigoi coea sàrdea” con sarde e cipolle, il classico piatto di magro che viene servito anche alla vigilia di Natale, il Venerdì Santo o il Mercoledì delle Ceneri. Ma le ricette sono davvero numerose. In provincia di Vicenza a tavola si servono i “bigoi co’ l’arna”, i bigoli con le frattaglie di anatra cotte nel burro. A questa specialità è dedicata persino una sagra a Zanè che si tiene nel mese di ottobre. E poi ancora i bigoli con le frattaglie di pollo, con la luganega, “all’ebraica” con salsa di acciughe, olio, aglio e prezzemolo tritati, con piselli o funqhi.

Nell’arco dell’anno sono numerosissimi gli appuntamenti per celebrare il piatto veneto. Da Abano Terme a Bassano del Grappa le occasioni per gustarli durante le feste di paese non mancano. Nel 2014, a Monterosso (PD), i bigoli hanno ottenuto la denominazione comunale (DeCo) e nel giorno di San Bartolomeo, ad agosto, si tiene la festa loro dedicata. Nello stesso mese, a Ceneselli (RO), è la volta della “Festa dal bigul al torc”. A settembre invece l’appuntamento a tavola è alla sagra dei “Bigoi de Bassan” a Bassano del Grappa.



Stampa in PDF