Carciofo del Vastese, il biodiverso che fa bene al fegato

È un concentrato di benessere: per questo viene tutelato da un marchio collettivo comunitario e un rigido disciplinare di produzione

Abruzzo

C’è un carciofo biodiverso dalla storia antichissima. Nel cuore del Vastese, nel territorio di Cupello e nei comuni limitrofi di Lentella, Monteodorisio, San Salvo e Vasto, si coltiva un carciofo di colore verde con sfumature più o meno intense di violetto e dalla forma tondeggiante. Viene anche chiamato “mazzaferrata” perché ricorda l’antica arma medievale.

Oggi il carciofo di Cupello ha ottenuto il marchio collettivo comunitario con un disciplinare di produzione assai rigido che garantisce la qualità del prodotto al consumatore. Nel Vastese si coltiva una qualità tardiva il cui periodo di produzione è compreso tra i mesi di marzo e aprile.

La scarsa fibrosità e l’assenza di lanugine e spine ne fanno un carciofo eccellente sia per il consumo fresco, sia per sua la trasformazione: farcito con formaggio e pane grattugiato, fritto a spicchi, arrostito, ottimo ingrediente di frittate, pizza, pasta e risotto. Se non lo si serve a tavola durante la stagione, lo si può comunque gustare sott’olio tutto l’anno.

Il carciofo del Vastese non solo è buono, ma fa anche bene: favorisce la diuresi e la secrezione biliare. È ricco di vitamine A e B, di acido glutammico, di cofitolo, di cinarina, di inulina, di ferro, di calcio, di potassio e di fibra. La cinarina è la sostanza aromatica che gli conferisce il caratteristico sapore amaro e molte proprietà benefiche come quella di depurare il fegato.

Grazie alla presenza di inulina, il suo consumo permette di abbassare i livelli di colesterolo. Nel cuore del carciofo è poi presente l’acido clorogenico, un antiossidante che aiuta a prevenire malattie arteriosclerotiche e cardiovascolari. Un consiglio? Meglio consumarlo crudo perché, con la cottura, i benefici della cinarina si disperdono.

Se non volete perdervi l’occasione di assaporare il carciofo del Vastese nella sua terra d’origine, non dimenticate l’appuntamento con la “Carciofesta”, che si tiene ogni due anni il primo di weekend di maggio.



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