Che differenza c'è tra una prugna e una susina?

Nessuna per i botanici, poche per i dizionari, molte per il nostro corpo. Le susine sono un rimedio contro la stanchezza, le prugne (sempre secche) rimettono in moto l’intestino

Abruzzo

Prugna e susina sono lo stesso frutto? In tanti si pongono questa domanda, ma non tutti conoscono la risposta: quando il frutto è fresco si chiama susina, quando è secco si chiama prugna. Non c’è dunque alcuna differenza sul piano botanico, ma i dizionari segnalano questo diverso uso a seconda dello stato di conservazione.

Entrambi i termini indicano il frutto che nasce sull’albero del susino (Prunus domestica), detto anche “pruno” e originario dell’Asia. L’uso comune, in realtà, va oltre le classificazioni scientifiche: spesso si utilizza il termine “susina” per la qualità tonda e morbida, e “prugna” solo per quella blu-violacea dalla forma allungata, da cui deriva anche il colore prugna.

Due nomi diversi per indicare la stessa cosa, ma il nostro intestino conosce benissimo la differenza. Le virtù lassative della prugna secca, o cotta, sono note da tempi immemorabili. Come scriveva l’umanista Platina: «L’uso delle prugne, purché moderato, muove il corpo». Insomma, se vi trovate di fronte a un quesito terminologico, a volte è meglio dare una risposta “di pancia”.



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