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Con il vino di visciole nelle Marche il brindisi è aromatico

Si produce con una varietà di ciliegia selvatica locale e fin dal Medioevo è un’usanza che si ripete nelle zone dei Castelli di Jesi fino al pesarese

Marche

La ricetta può variare a seconda della zona, ma il vino di visciole è una tradizione che appartiene alla terra delle Marche fin dal Medioevo. Questo elisir aromatizzato dal gusto dolce e corposo si produce utilizzando una varietà di ciliegia selvatica dal nome botanico di Prunus cerasus. Il sapore è acidulo, la polpa rossa e pare che - ancora oggi - dalla zona dei Castelli di Jesi fino a Pergola, nel pesarese, non ci sia famiglia senza un albero di visciole nell’orto e una ricetta della tipica bevanda alcolica nel cassetto.

Il vino di visciole, chiamato anche visciolato o visner, si colloca dunque tra i figli dell’arte marchigiana di aromatizzare i vini. Dai banchetti dei signori, quest’usanza è passata alla sapienza contadina che l’ha tenuta viva nel tempo. Il vino di visciole oggi è stato inserito nell'Arca del Gusto di Slow Food con l'obiettivo di conservare e valorizzare questa produzione antichissima, favorendo anche la reintroduzione dei viscioleti nella zona perché ne resti viva la cultura. Con il vino di visciole si brindava infatti al primo nato e, con il prodotto conservato in una botte speciale - messa da parte proprio alla nascita - si festeggiava poi il suo matrimonio.

Sbirciando tra i metodi di preparazione, pare che questa bevanda alcolica (circa 14 gradi) possa seguire due diverse prassi. La prima prevede che le ciliegie siano lasciate a essiccare al sole fino a luglio-agosto, quindi poste a macerare con lo zucchero fino a ottenere uno sciroppo che, nella stagione della vendemmia, viene unito al mosto di vino bianco o rosso. Nel secondo caso si fanno invece macerare le visciole direttamente nel vino con aggiunta di zucchero. Certo è che la ricetta originale è fatta di diverse varianti, e che in passato il visciolato veniva prodotto anche per rendere più gradevoli vini robusti, come il Verdicchio e il Rosso Conero, e realizzare così una bevanda da meditazione dalla giusta intensità e dalle note armoniose.



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