Da piccola polleria a polo di sperimentazione

Verso la fine degli anni ’60, i contadini abbandonavano le campagne e c’era il rischio che nessuno allevasse più polli.
Marche
È stato questo che ha spinto Giovanni Fileni a impegnarsi nell’allevamento e nella lavorazione delle carni di pollo, per portare avanti una tradizione che rischiava di scomparire, senza però rinunciare alle innovazioni della tecnologia.

Partendo dalla vendita diretta (una piccola polleria di paese), Fileni si rende conto che la richiesta di carni bianche è in forte aumento, e così decide di investire nella creazione del primo stabilimento, fondato nel 1970. Fin da subito, il binomio innovazione-tradizione ha rappresentato una marcia in più, che ha permesso a Fileni di conservare i sapori del passato pur prestando grande attenzione alle evoluzioni del gusto e delle esigenze dei consumatori: quando per esempio, durante gli anni ’80, mutano gli stili di vita e arriva la richiesta di prodotti pronti, Fileni è subito in grado di soddisfarla.

Nel 1989 nasce il primo stabilimento interamente dedicato alla realizzazione di prodotti pronti, crudi e cotti. Si va dagli arrosti agli spiedini, dagli involtini alle padellate (bocconcini di pollo con contorni ed erbe aromatiche), fino ad arrivare a cotolette e cordon bleu. È qui che nasce il rapporto solido e duraturo con Coop, che ha subito molto apprezzato e spinto questi prodotti, offrendo anche diversi stimoli per migliorarli e crearne di nuovi. E così, nella cucina sperimentale di Cingoli, ogni giorno si provano nuove ricette. L’ultima innovazione è la Leggiadra, una cotoletta panata cotta al forno che contiene solo il 5% di grassi.


Stampa in PDF