Differenti formati per un'unica arte: la tradizione del Cilento si gusta in un piatto di pasta

Dai Fusilli napoletani agli scialatielli. A svelarci i segreti della pasta in terra cilentana è Donato Calandriello, amministratore dell’azienda artigianale I Sapori del Vallo

L'arte della pasta in Cilento

Nel Cilento la tradizione si lascia gustare in un piatto di pasta, ma non uno qualsiasi. In questa terra di confine, che mescola e combina i gusti lucani con quelli campani, l’arte di forgiare pasta fresca nei suoi tanti formati è portata avanti dall’azienda artigianale I Sapori del Vallo che – da generazioni – custodisce i segreti della grande gastronomia cilentana.

I sapori del Vallo: Calandriello racconta i segreti della pasta del Cilento

A raccontarci qualcosa di più della variegata produzione è Donato Calandriello, amministratore di quest’azienda con sede a Sassano (Salerno), nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. I segreti della nostra pasta, assicura Donato, “appartengono alla tradizione domestica, ma a fare la differenza ci pensa la materia prima, principalmente semola di grano duro e acqua, che qui è talmente pregiata da garantire prodotti di assoluta qualità”.

Identikit della pasta "I sapori del Vallo"

La semola utilizzata è infatti italiana al cento per cento, l’acqua è quella incontaminata che sgorga dal monte Cervati. L’arte, invece, è quella custodita da generazioni. “La nostra attività – spiega Donato – nasce da un piccolo negozio al dettaglio fondato da mio padre Salvatore che voleva far conoscere la pasta fresca, e quindi i sapori di questa terra, a tutta Italia”. L’azienda è poi cresciuta senza sforzo e, anche grazie ai figli Donato, Rosaria e Donatella, oggi la pasta de I Sapori del Vallo arriva anche in Austria, Germania, Svizzera, Stati Uniti e Canada.

Calandriello spiega valori e visione de "I sapori del Vallo"

Tra i tanti formati proposti figurano gli immancabili Fusilli napoletani: “la classica pasta della domenica preparata dalla nonna”. In passato, spiega Donato, “si approfittava dell’uccisione del maiale per gustarli con un sugo di carne bollito per diverse ore e insaporito poi con un tocco di Parmigiano”. Diversi sono i Fusilli avellinesi che in queste zone, continua Donato, “si preparano in bianco con macinato e carote, mentre oggi molti chef li propongono anche con zucchini e gamberetti, o sughi di pesce". Nati per essere accompagnati dal pesce sono invece gli Scialatielli, lunga pasta di semola ottima “allo scoglio”. Lo stesso destino spetta ai Paccheri, che sono però da provare anche cucinati come pasta al forno. Le intriganti Cortecce seguono una tradizione diversa: “Si prepara la carne alla pizzaiola con un sugo piuttosto oleoso che servirà poi a condire la pasta prima di spolverarla con ricotta di pecora stagionata” suggerisce Donato.

I formati di pasta nel Cilento

Questi sono solo alcuni dei formati di pasta capaci di raccontare la storia di un’azienda che ha fatto della tradizione locale la sua forza, e dell’artigianalità la sua filosofia.



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