Fave fresche di primavera per un “Maggetto” perfetto

Ideali per chi ha bisogno di recuperare energie, sono gustosissime accompagnate con pecorino e salumi

Lazio

Le fave sono protagoniste della tavola di primavera, soprattutto in Lazio. Le campagne laziali sono infatti specializzate nella coltivazione di questo ortaggio e vantano un raccolto di ben 87 quintali per ettaro. La pianta a fusto eretto, chiamata “Vicia faba”, produce un baccello che contiene un seme, il legume che viene mangiato.

Vendute sia fresche che secche, consumate sia cotte che crude, le fave sono consigliate dai nutrizionisti per il loro notevole apporto di proteine, fibre, vitamine (A e C), ferro e sali minerali (fosforo, potassio, calcio). Sono invece bandite per chi è affetto da anemia emolitica, o favismo. Non è un caso che Pitagora, colpito proprio da questa malattia, ne vietasse il consumo anche ai seguaci.

Nonostante le grandi qualità del legume, la storia non è stata certo generosa. I greci, infatti, lo consideravano un simbolo legato alla morte, questo perché il suo fiore è bianco con macchie nere disposte in modo tale da ricordare la lettera Tau (la prima lettera della parola Tanatos, morte).

In realtà parliamo di un alimento prezioso nella cucina povera, perché poco costoso, nutriente e facilmente reperibile.

La primavera, fino a giugno, è il momento perfetto per assaggiare le fave fresche. Anche per questo, in Lazio, sono protagoniste del “Maggetto”. A Roma, infatti, non c’è primo maggio senza pic nic nei prati dei Castelli Romani a base di fave e pecorino. Se dunque volete organizzare uno spuntino perfetto sull’erba occorrono fave tenere e freschissime, pane casareccio, un pecorino con la “lacrima” e una bottiglia di buon vino rosso. La cucina romanesca le valorizza in numerose preparazioni tradizionali, dalla vignarola (con piselli e carciofi) alla favata (con salsiccia e finocchio selvatico), dalla minestra di fave fresche alle fave alla romana con guanciale. Insomma bando ai falsi miti, se il cambio di stagione si fa sentire e vi sentite stanchi e senza energia, un bel piatto di fave è quello che ci vuole. 

foto Annarita Migliaccio


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