Ficodì, l'elisir di fico d’India che arriva dalla Sicilia

Con la polpa del frutto rosso la fattoria Valle del Sole di Enna prepara un profumato liquore da meditazione protagonista nei cocktail e in cucina

Sicilia

Uno dei frutti più caratteristici della Sicilia è il fico d’India. A Gagliano Castelferrato, in provincia di Enna, nel 1998 la Fattoria Valle del Sole di Carmelo Grippaldi ha tradotto una passione in un prodotto dal sapore unico, “Ficodì”, un elisir ottenuto miscelando l’infuso di frutta con alcol, zucchero e pale di fico d’India. I fichi d’India sono coltivati proprio dall’azienda agricola nei suoi 24 ettari di frutteti con l’attenzione che si riserva alle cose preziose.

Nel periodo della fioritura, a maggio, le pale della pianta si riempiono di piccoli frutti fioriti che saranno poi raccolti fra luglio e agosto. Un vero e proprio spettacolo che annuncia l’appuntamento con la “scozzolatura”, che consiste nel far cadere i primi fiori, il passo fondamentale per ottenere frutti sempre migliori e dal cuore polposo. Dopo questa operazione, la pianta genera i cosiddetti “bastardoni”, i frutti della seconda fioritura, più grossi di dimensioni e ancor più gustosi.

Durante la raccolta, anche sotto il sole cocente d’estate, i lavoratori della fattoria raccolgono i frutti indossando una pesante tuta cerata e spessi guanti. Un esercizio di pazienza e resistenza ricompensato da un’abbondante produzione. Proprio alla Fattoria, in un territorio caratterizzato dall’alternarsi di verdi colline e aspre alture, è nato il primo liquore prodotto con il frutto antico, coltivato ancora come un tempo nel rispetto del territorio.

In Sicilia ognuno ha il proprio fico d’India preferito: bianco (muscaredda), giallo (sufarina), rosso (sanguigna). Ciascuno con caratteristiche simili ma diverse. I rossi sono i più dolci di tutti e regalano al liquore un aroma ancor più intenso.

Con la polpa del fico d’India rosso la fattoria prepara dunque un delizioso e profumato liquore da meditazione, capace di essere protagonista di cocktail donando, oltre al sapore, anche il colore caldo del frutto di Sicilia. Non solo, perché “Ficodì” è ottimo se utilizzato anche in cucina dai primi piatti fino al dolce. Unendolo a vini bianchi frizzanti si creano aperitivi freschi e dal gusto mediterraneo. Se aggiunto ai risotti può riserbare una piacevole sorpresa. Provatelo, ad esempio, nel risotto con radicchio e ricotta. Abbinato con birra non pastorizzata bionda crea un bouquet originale da bere gustando formaggi dolci. Poi non può certo mancare sopra il dolce: panna cotta, mousse di mandorla, pistacchi e ricotta. E chi più ne ha più ne metta.



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