In Friuli Venezia Giulia è tempo di brovada

L’origine della ricetta è remota, ma queste rape fermentate, servite a fianco del “muset”, sono il piatto principe della tavola natalizia

Friuli Venezia Giulia

Da cibo povero a protagonista delle tavole di Natale. Per secoli la rapa è stata ingrediente popolare del Friuli Venezia Giulia, dove la preparazione della Brovada consentiva di gustare questa radice lungo tutto l’inverno. Ora questo piatto dalle origini antiche è emblema della tradizione e rende tipica ogni tavola di Natale del territorio. Ma in che cosa consiste questa specialità? Il classico accompagnamento del “muset” o di un taglio grasso del maiale si ottiene tagliando in piccole fettine le rape macerate nelle vinacce e, successivamente, stufandole a lungo in pentola con olio, alloro e carne.

Ma non è certo così semplice. Tutto comincia molto prima con la scelta delle rape - rigorosamente della varietà locale “a colletto viola” - e la loro macerazione a contatto con le vinacce per almeno un mese. Un processo tutto friulano, che rispetta uno specifico disciplinare di produzione e che dal 2011 ha permesso alla Brovada di ottenere il marchio Dop. Per riconoscere una Brovada Dop, tra l’altro, non è nemmeno necessaria l’indicazione geografica del territorio, poiché è già in quel sostantivo intraducibile che si sintetizza la friulanità del prodotto e del processo.

Come indicato dall’Associazione per la valorizzazione della Brovada “il termine “brovada” non è traducibile se non spiegando le modalità di preparazione di questo prodotto. Ne esistono in Friuli Venezia Giulia alcune varianti locali quali: broada, broade, brovade, bruade, sbrovada, sbrovade, tutti verosimilmente originati dalla base longobarda breowan che significa bollire”. Un piatto dalle radici antiche che questa regione ha saputo fare proprio e conservare, per gustarlo nelle feste natalizie e lungo tutto l’inverno.

 



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