Gli spinaci marchigiani? Consistenti e dal sapore deciso

Per scoprire che cosa li rende unici abbiamo chiesto a Francesco Renzoni e Riccardo Pazzaglia, tecnico di produzione e responsabile commerciale di Codma OP
Marche


Quando l’aria del mare incontra la ricchezza dei suoli collinari, gli spinaci crescono rigogliosi, consistenti e saporiti. È questo che fa delle Marche la terza regione italiana per la produzione di questo ortaggio, ed è ciò che distingue gli spinaci marchigiani da quelli prodotti in altre aree del nostro Paese. A spiegarcelo è Francesco Renzoni, tecnico di produzione e assicurazione qualità di Codma OP, consorzio ortofrutticolo che da oltre cinquant’anni li lavora e distribuisce.

Nelle Marche gli spinaci hanno trovato un clima ottimale. Questo perché si tratta di un territorio in prevalenza collinare, stretto tra l’Appennino e il mar Adriatico, con vallate disposte in posizione trasversale, una conformazione che garantisce caratteristiche pedoclimatiche uniche”. Temperature, escursioni termiche, ventilazione e umidità sono perfette per ottenere spinaci di qualità, molto richiesti dalle industrie di trasformazione ma ottimi anche per il consumo fresco.

Anche la particolare natura dei suoli gioca un ruolo fondamentale: i terreni dell’entroterra marchigiano sono “di medio impasto”, con un’alta percentuale d’argilla, diversi da quelli sabbiosi su cui in genere si coltivano gli spinaci. “Questo - sottolinea Renzoni - conferisce al prodotto una consistenza maggiore e un sapore più deciso”.

Le varietà coltivate sono diverse: “Così è possibile ripetere più semine - ha aggiunto Riccardo Pazzaglia, responsabile commerciale di Codma - e quindi produrre spinaci da novembre fino ai primi caldi, ad aprile”. In questo periodo percorrendo le strade della Valle del Chienti e della Val d’Aso - le zone più vocate - è possibile assistere alla faticosa raccolta di questo ortaggio, che per il mercato fresco si effettua a mano: “Si tratta di un lavoro delicato - precisa Renzoni - dal momento che il prodotto è fragile e non deve in alcun modo essere rotto”.

Ma che cosa avviene dopo a raccolta? Il percorso dal campo alla tavola è brevissimo: “Gli spinaci - conclude Pazzaglia - tendono ad appassire molto rapidamente, per questo appena raccolti sono mandati al centro di lavorazione, dove subito vengono rinfrescati in acqua e lavati accuratamente. Il giorno dopo sono già sul mercato: dalla raccolta al consumo passano meno di 48 di ore”.

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