Grappa Ciociara: il distillato di una terra misteriosa

Morbida e calda, ricca di aromi e sensazioni fruttate, questa grappa si lega al territorio della Ciociaria e deve il suo carattere alla distillazione delle vinacce di uve locali

Lazio

Figlia di una terra misteriosa e genuina, la Grappa Ciociara deve il suo carattere rustico alla distillazione delle vinacce di varie uve locali. Si tratta di un elisir dai toni caldi e morbidi, ricco di aromi che lasciano addosso sensazioni fruttate e floreali. E non può essere altrimenti se si pensa alle atmosfere della Ciociaria, la storica regione dai confini incerti in cui nasce questa specialità alcolica. Situata in una zona strategica, la Ciociaria si trova a sud-est di Roma, creando una sorta di limbo tra Napoli e il Parco Nazionale dell’Abruzzo. Di norma (ma non sempre), si tende a far coincidere quest’area con la provincia di Frosinone. Ed è qui che – da quattro generazioni - la Paolucci Liquori produce la tipica Grappa Ciociara, bianca o invecchiata, accanto all’antico Amaro Ciociaro, la Ratafià e altri liquori e distillati legati alle usanze del centro Italia.

Nella Grappa Ciociara si ritrovano così storia e tradizione, ma anche innovazione e modernità, condite dal fascino del territorio e della sua vivace cultura enogastronomica. Le lavorazioni di questo distillato sono infatti quelle di un tempo, ma realizzate dalla Paolucci Liquori con tecnologie all’avanguardia. Lo stesso vale per il popolare Amaro Ciociaro, prodotto ancora oggi seguendo l’antica ricetta di famiglia (datata 1873) che vuole l’infusione nell’alcool idrato di una complessa varietà di erbe aromatiche. Con il suo gusto balsamico, può essere servito come un drink dopo cena, oppure con ghiaccio e seltz all’aperitivo. Tipico della Ciociaria è anche la Ratafià, dai profumi fruttati ed esuberanti, che nasce dall’infusione di visciole snocciolate nel vino rosso.

Foto di: Carsten Tolkmit



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