I pic-nic di maggio? Mai senza pecorino romano

Insieme alle fave fresche e il vino rosso questo antico formaggio, diviso tra Lazio e Sardegna, è tra i protagonisti di ogni “maggetto” che si rispetti

Lazio

Fave fresche, vino rosso e pecorino romano Dop. Per ogni primo maggio a Roma c’è un menù fisso che rende ancora più gustose le gite fuori porta. Il cosiddetto “maggetto” si festeggia così: onorando il buon vivere e gustando all’aria aperta uno dei formaggi locali dalla tradizione più antica. Un’abitudine che risalirebbe agli antichi Romani, noti estimatori del formaggio di pecora, protagonista sulle tavole della nobiltà, così come tra le razioni giornaliere del suo potente esercito.

E infatti questa specialità - che ha ottenuto il marchio Dop nel 1996 - pare fosse tra gli alimenti base delle legioni romane durante gli spostamenti. Merito della capacità di conservarsi a lungo e del suo valore energetico che restituiva forza e vigore ai soldati stanchi. Tra verità storiche, leggende e abbuffate fuori porta, questo formaggio conserva ancora oggi tutte le antiche caratteristiche e una lavorazione ancora artigianale.

Come ogni tesoro della natura, anche la tradizione del Pecorino Romano è stata gelosamente custodita e protetta nei secoli. Da più di duemila anni, le greggi di pecore che pascolano nelle campagne del Lazio (e della Sardegna) producono il prezioso latte che, con caglio di agnello, sale e una stagionatura di circa due mesi, si trasforma nel gustoso formaggio Dop. A cambiare nel tempo è stata la zona d’origine che si è allargata alla Sardegna dove - grazie ad analoghe condizioni naturali - questa cultura è stata trasferita nei primi del Novecento; e dove, tra l’altro, oggi ha sede il Consorzio per la tutela del pecorino romano Dop.

Benché “romano”, dunque, gran parte della produzione è ora nell’isola sarda. Certo, l’antica zona di origine resta il territorio dell'Agro Romano. Ma oltre alle province di Roma, Rieti, Viterbo, Latina e Grosseto, si contano anche quella di Cagliari, Nuoro, Oristano e Sassari. È da queste aree che, come stabilisce il Disciplinare di produzione, proviene il latte destinato al Pecorino Romano Dop. Un prodotto che ancora coniuga rispetto per l’ambiente e procedimenti naturali, ma anche una storia solenne che ha saputo farsi tradizione in cucina, nonché specialità di maggio per godersi le campagne di Roma. 



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