Il delta delle risaie

Microclima ideale, passione e nuove strategie di produzione: da quattro generazioni Grandi mette a frutto le qualità delle risaie del Ferrarese e del Polesine. E il riso non è mai stato così buono

Emilia-Romagna

Chiunque conosce il riso delle zone di Vercelli e Novara, o il famoso Vialone Nano veronese IGP. Ma forse non tutti sanno che il riso cresce bene anche nel basso ferrarese: nel Polesine le paludi sono state strappate al mare fin dal lontano 1450 e trasformate in risaie. Il terreno alluvionale del delta del Po, con il peculiare microclima legato alla vicinanza del mare, conferisce al chicco sapidità e tenuta di cottura eccellenti.

In questa tradizione secolare si colloca Grandi Riso, da quattro generazioni radicata nel territorio del delta del Po e oggi leader nella produzione ed esportazione del prezioso cereale, frutto di una filiera che coinvolge agricoltori locali. “Il mio bisnonno aveva una vera passione per il riso”, racconta Alessandro Grandi, attuale Presidente dell’azienda. “Aveva capito che questo cereale ha bisogno di cure particolari, tant’è che alcune macchine da riseria furono frutto della sua invenzione”.

Oggi, con uno stabilimento di 95.000 mq a Codigoro, un terminale di carico e scarico navi di proprietà a Livorno, con una capacità di imbarco/sbarco di 4500 quintali/ora e magazzini dislocati a Ferrara con una superficie di 60.000 mq coperti, Grandi Riso è un’industria moderna che coniuga metodi di lavorazione tradizionale con le più avanzate innovazioni tecnologiche. Grazie al presidio dell’intera filiera, Grandi garantisce un prodotto assolutamente locale: ferrarese al cento per cento, il riso Grandi trae le sue particolari qualità dal territorio. Caratteristiche che anticipano l’ottenimento della neonata IGP “Riso del Delta del Po” e che Coop s’impegna a far conoscere e diffondere nelle sue terre d’origine, ma non solo.

Seminato tra aprile e maggio, il riso viene trebbiato a settembre ed essiccato. Poi il risone grezzo viene stoccato in silos da 400 e 5000 quintali, da cui passa direttamente in riseria per la raffinazione. La prima fase è quella della sgusciatura (o sbramatura) che priva il chicco della parte esterna. Il chicco integrale sbramato viene calibrato e sbiancato con macchine verticali, che lavorano con coni di smeriglio. In quattro passaggi successivi viene grattata via la farina esterna (venduta per uso zootecnico) e a ogni passaggio il chicco diventa più piccolo e bianco. Per la sbiancatura si utilizzano macchine antiche a bassa velocità, una lavorazione esclusivamente meccanica che non altera le proprietà organolettiche e nutritive del chicco e conserva intatte le sostanze preziose per il nostro organismo.

Dopo la sbramatura e la sbiancatura il riso viene ricalibrato e selezionato attraverso selezionatrici ottiche, sofisticate macchine di ultima generazione che lo controllano chicco per chicco, scartando quelli imperfetti. A questo punto il riso è pronto: viene stoccato in silos refrigerati per un tempo breve, quindi lavorato ancora fresco all’interno dello stabilimento e confezionato sottovuoto perché conservi le sue caratteristiche.



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