Il dolce fascino del radicchio Variegato di Castelfranco Igp

Delicato e bello da vedere. La tradizione lo vuole consumato crudo in insalata, ma sempre di più le sue foglie diventano materia pregiata nelle mani degli chef 

Veneto

Con i suoi colori delicati e la sua forma elegante, il Variegato di Castelfranco Igp aggiunge un tocco di fascino al bouquet dei radicchi veneti. A fare il resto ci pensa il gusto: morbido e dolce, con una nota di gradevole amarognolo. Bello da vedere e buono da mangiare, dunque, con le foglie bianco-crema, variegate in modo equilibrato dal viola chiaro al rosso vivo. La forma ricorda quella dell’insalata a cespo, ma le caratteristiche sono tipiche della cicoria. Protetto dal marchio Igp e dal Consorzio di tutela, non è un caso se il Variegato si sia meritato nel tempo l’appellativo di “rosa che si mangia”.

L’origine di questo radicchio risale alla fine dell’Ottocento e pare si debba all’incrocio tra il radicchio Rosso di Treviso e l’indivia scarola. Il nome lo deve alla città di Castelfranco Veneto (Treviso), profondamente legata alla cultura contadina del cuore della regione. L’area di produzione comprende oggi le province di Treviso, Padova e Venezia, dove i terreni sono freschi, profondi e ben drenati. La raccolta inizia il primo di ottobre, seguono poi i processi per l’imbianchimento che consentono di ottenere la croccantezza, la tinta e la forma che rendono così speciale questa cicoria.

Per il gusto e i colori, la tradizione lo vuole consumato fresco in insalata, tuttavia son sempre più numerosi gli chef che lo utilizzano per sperimentare ricette fantasiose e coreografiche. Il Variegato è infatti un prodotto versatile in cucina: può essere utilizzato per preparare antipasti e insalate miste, ma anche cotto come ingrediente di primi e secondi piatti a base principalmente di carne. L’Igp di Castelfranco viene utilizzato anche per realizzare gustosi dessert, come lo sformato di radicchio al domino che consente di assaporare il lato più goloso di questa specialità trevigiana.



Stampa in PDF