Il pane non può mancare

A Palermo è talmente buono che si può mangiare anche da solo. Nella cucina siciliana, il pane non è soltanto un accompagnamento, ma un protagonista di carattere.
Sicilia
Per indicare una persona di gran cuore, a Palermo si dice “bonu com’u pani” (buono come il pane). Il pane del capoluogo siciliano ha infatti un sapore e una fragranza eccellenti e nella tradizione culinaria locale riveste un ruolo fondamentale. Assoluto protagonista di qualsiasi pasto, è impensabile che non sia presente a tavola per accompagnare ogni pietanza (pasta compresa) e spesso viene mangiato anche “schitto”, senza il companatico.

Per questo i panifici hanno un ruolo chiave nella vita della città. Lo sa bene Giuseppe Camilleri, che ha ereditato il forno di famiglia dal padre. Negli anni l’attività si è evoluta, prima con l’apertura di un nuovo punto vendita e poi con la creazione di un moderno laboratorio di 700 mq. Attualmente l’azienda conta dodici dipendenti e produce trecento kilogrammi di pane al giorno, con cui rifornisce tutti gli Ipercoop della Sicilia dei suoi prodotti da forno a marchio “Le bontà palermitane”, in attesa di sbarcare anche nei punti vendita pugliesi.

Il prodotto principe del panificio è ovviamente il pane, preparato in modo artigianale con pasta madre e farine macinate con tecniche tradizionali, tutte provenienti dalla Sicilia. La produzione presenta tutti i formati tipici del territorio: torcigliati, mafalde, toscani, spagnoli, filoni, filoncini, pagnottelle e bocconcini. Ma non c’è solo il pane: Camilleri è specializzata anche in prodotti di pasticceria (cassate e biscotti) e di rosticceria. Su tutti trionfa l’arancina, modellata a mano e preparata secondo la ricetta tipica, che viene fornita ai punti vendita fresca o nella pratica versione surgelata.






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