Il pane respira

Per ottenere l’ottimo pane di Monte Sant’Angelo ci vogliono farina di grano tenero, acqua, sale e lievito naturale. Più un ingrediente segreto: l’aria del Gargano.
Puglia
Aggrappato allo sperone meridionale del promontorio del Gargano, Monte Sant’Angelo (FG) si affaccia da un lato sul Tavoliere delle Puglie e dall’altro sul mare cristallino del Golfo di Manfredonia. In questo paese millenario sono nati i primi forni della Puglia: ancora oggi il pane di Monte Sant’Angelo è una specialità per intenditori conosciuta in tutta Italia.

All’interno di questa tradizione si inscrive la storia del Panificio Bisceglia. Tramandata di generazione in generazione, l’attività di famiglia si era interrotta per un’eredità male assegnata ed è ripresa cinquant’anni fa per opera di Salvatore Bisceglia. Oggi l’azienda, che conta tre soci (tra cui il figlio del titolare) e dodici dipendenti, produce dai 12 ai 15 quintali di pane, preparato ancora con la ricetta tradizionale che prevede una lavorazione interamente manuale e utilizza soprattutto farine locali di grano tenero (del Gargano, di Altamura, di Cerignola, dell’Abruzzo). Se è vero che la qualità delle farine incide enormemente su quella del pane, non si può trascurare un altro ingrediente fondamentale.

Salvatore racconta di aver comprato un forno a Milano 35 anni fa con l’idea di esportare la produzione al Nord, ma nonostante utilizzasse il lievito madre portato da casa non riusciva a ottenere un pane con lo stesso sapore, perchè “il pane di Monte Sant’Angelo si può fare solo qui, è l’aria limpida e frizzantina del Gargano a renderlo speciale”. Oltre al pane, il Panificio Bisceglia produce frise del Gargano bianche e integrali (che seguono un disciplinare riconosciuto a livello locale), biscotti da prima colazione e scaldatelli, tipici tozzetti all’olio d’oliva fatti bollire in acqua bollente e poi infornati.



Stampa in PDF