Il tubero con il parco intorno: la patata del Fucino

Questa conca verdeggiante nel cuore della Marsica è l’habitat ideale per alcuni tra i migliori tuberi italiani. Ne parliamo con Francesco Angelucci, fornitore di Paciocco s.r.l. Ortofrutticoli

Crescere nel Parco Nazionale d'Abruzzo è un grande vantaggio per le patate, sotto diversi punti di vista. Anzitutto per l’ambiente salubre e incontaminato e per l’altitudine - siamo a 650 metri sul livello del mare - perfetta per coltivare le piante in estate. Poi per ragioni legate alla qualità del terreno: “Quando fu prosciugato per l'ennesima volta il lago vulcanico, circa 120 anni fa, la conca del Fucino fu seminata a patate”, racconta Francesco Angelucci, che insieme ai due figli coltiva le patate del Fucino, portate in tutta Italia da Paciocco s.r.l. Ortofrutticoli. “La coltura si inserì bene da subito, al punto che copriva il 40-50% della superficie della zona”.

Ridotta in seguito per problemi di tenuta del terreno, oggi occupa il 30% degli 11.000 ettari del Fucino. Man mano che la genetica dei semi è andata progredendo, si sono succedute diverse varietà di patate. Se prima le più coltivate erano Majestic e Tonda di Berlino, ora sono Agata, Columba e Laura a dare i migliori risultati. “I nostri semi vengono selezionati da ditte olandesi specializzate in innesti, e seminati nella prima decade di maggio”, prosegue Angelucci. “Le patate precoci si raccolgono a inizio agosto e la produzione continua fino a fine ottobre”.

Un'altra caratteristica che rende unica la zona è la possibilità di ottenere una sola coltura all'anno a causa delle gelate invernali. “I terreni hanno ben otto mesi per riposare e per questo offrono un prodotto superiore”, spiega il produttore. “Le patate del Fucino hanno maggiore sostanza secca, indice di qualità”.

I vantaggi non finiscono qui: grazie all'altitudine, il Fucino è favorito nella lotta agli insetti dall'escursione termica. Di notte la temperatura nella piana raggiunge gli 8 gradi e neutralizza naturalmente i piccoli disturbatori. “Usiamo solo i minimi trattamenti indispensabili a prevenire i funghi”, conclude Angelucci. “Per non far ammalare le piante, il segreto è tenerle rigogliose, pulite, sane e ben irrigate”.



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