Impatto zero (a parte le spine)

Le pendici dell’Etna sono zona vocata per la produzione di fichidindia. Frutti preziosi non solo per qualità e sapore, ma anche per l’impatto ambientale nullo delle coltivazioni.
Sicilia
In Sicilia la parola frutta non è sempre e solo sinonimo di agrumi. Esiste un’altra coltivazione altrettanto tipica del territorio, che trova il suo habitat naturale sui terreni di origine lavica alle pendici dell’Etna. È il ficodindia, esemplare della famiglia delle cactacee capace di sopportare climi aridi e caldi. Una pianta estremamente “ecologica”, che si insedia in terreni inospitali proibitivi per altre coltivazioni, non ha nemici importanti e non necessita di trattamenti fitosanitari né di particolari concimazioni. Il frutto, dolce e dissetante, ha anche proprietà curative ed è un efficace gastroprotettivo naturale.

È proprio il ficodindia dell’Etna DOP – nelle tre varietà bianca (detta muscaredda), gialla o sulfarina e rossa, chiamata anche sanguigna – il fiore all’occhiello del Consorzio Euroagrumi, organizzazione di produttori ortofrutticoli della zona di Biancavilla, in provincia di Catania. Formatosi nel 1986 e dal 2007 fornitore di Coop, il Consorzio è andato crescendo negli anni: da 10 aziende consorziate le unità cooperative sono diventate 35. Gli agricoltori affidano le loro produzioni a Euroagrumi, che ne cura la commercializzazione sui mercati nazionali e su quelli esteri. Oltre ai fichidindia ci sono naturalmente gli agrumi, in particolare le arance cultivar pigmentate (Tarocco, Moro e Sanguinello), e le pesche.



Stampa in PDF