La cipolla più dolce si coltiva ad Acquaviva

La “rossa” pugliese cresce in un terreno profondo e si coltiva ancora oggi con gesti antichi

Puglia

Dolce e dalla forma inconfondibile, la Cipolla Rossa di Acquaviva è speciale proprio perché legata a doppio filo ai terreni di questa città pugliese in provincia di Bari. Lo stesso nome, Acquaviva delle Fonti, è riferito all'ampia disponibilità di acqua dolce che sgorga limpida da una falda sotterranea perenne.

Ma non è solo questo particolare a rendere unici i suoi prodotti. A fare il resto ci pensa la qualità dei terreni di questo angolo di Puglia: ben drenati, profondi, ricchi in potassio e tendenti al limoso. Un elenco di caratteristiche che suonano perfette per la coltivazione della cipolla: pare infatti che già dall’800 i bulbi nati in queste zone fossero apprezzati anche in mercati al tempo lontanissimi.

La dolce di Acquaviva è riconoscibile per il suo gusto, ma anche per il colore rosso ramino, la tipica forma appiattita e le sue dimensioni (il peso si aggira intorno ai 500 grammi). La raccolta comincia a metà luglio e prosegue fino al termine di agosto, quindi meglio affrettarsi: restano ancora poche settimane per gustarla nel pieno del suo splendore. Le massaie del posto consigliano di mangiarla rigorosamente a crudo dopo averla immersa per qualche ora in acqua.

Oltre ad essere protagoniste di diversi piatti tipici, infatti, le cipolle rosse sono apprezzatissime anche in una semplice insalata, condita con olio extravergine di oliva e un poco di sale, da abbinare magari un buon vino Primitivo locale. Finito il tempo del raccolto, che avviene ancora con metodi tradizionali, il territorio di Acquaviva si preparerà a una nuova semina che prenderà il via a settembre. La coltivazione è limitata alle aree del comune di Acquaviva e il prodotto è Presidio Slow Food Puglia, che sta lavorando affinché questa cipolla torni ad essere protagonista sui mercati nazionali, salvaguardandone la produzione e la tipicità.



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