La fresella napoletana è povera ma buonissima

Compagna di viaggio di marinai, resiste al tempo e alle distanze ed è ancora grande protagonista degli spuntini campani

Campania

La fresella napoletana è una specialità dall’anima croccante e il carattere mediterraneo. Sorta di “pane biscottato” – se così si può dire -  non è certo da confondere con la frisella pugliese, simile nelle dimensioni ma non del tutto identica nella preparazione. La fresella napoletana è così: semplice e irresistibile come le tradizioni che l’accompagnano. Ha una forma a ciambella e viene preparata con farina bianca o integrale, acqua e lievito di birra. Dopo una prima cottura viene tagliata a metà e rimessa in forno a biscottare. E prima di gustarla deve essere ammorbidita in acqua fredda.

Le freselle napoletane vengono preparate “con lo stesso impasto del pane casareccio, per cui anche gli ingredienti solo gli stessi” come riporta questa ricetta ufficiale. È un cibo povero, è vero, ma con una storia ricca e un gusto quasi raffinato. Specie se si considera che la fresella napoletana finisce per star bene con tutto. Lo sapevano bene i marinai che la portavano con loro nelle lunghe traversate: una delle poche pietanze capaci di resistere al tempo e alle distanze senza perdere sapore e salubrità. A dirla tutta, pare fosse poi l’acqua di mare in cui venivano inzuppate a dare il gusto alle rinomate freselle napoletane.

Certo è che nel tempo si sono imposti altri modi per “inzupparle” a dovere. Dall’acqua dei fagioli al brodo di polipo, per passare all’occorrenza al sugo della trippa. La fresella è inoltre regina di quella caponata napoletana che si prepara su questa specialità inumidita e condita poi con olio, sale e pomodoro fresco. A Napoli pare che il gusto delle freselle fosse già noto a partire dal 1300 quando erano vendute nelle strade dagli ambulanti, in particolare dai mitici “tarallari”. Il nome fresella? Su quello le opinioni sono discordi. Le teorie più accreditate lo farebbero risalire al latino “frendere” che significa macinare, spezzettare. E in effetti, il destino di ogni fresella napoletana è quello di finire sbriciolata su qualche gustosa tavola.

 



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