La Patata dell’Alto Viterbese Igp è una “bomba” di potassio

Particolarmente ricca di potassio, questo tubero cresce in un terreno vulcanico ricco di minerali. Il suo sapore pieno è protagonista di molte ricette, a partire dagli gnocchi

Lazio

Nell’Alto Viterbese cresce una patata dalla polpa gialla e gustosa, apprezzata per la sua grande versatilità in cucina. Merito di un clima e di un terreno ottimale. Qui, infatti, in un territorio che risente degli influssi del lago di Bolsena, i terreni di origine vulcanica sono ricchi di minerali e soprattutto di potassio e calcio, dunque perfetti per la produzione di patate. Non c’è dunque da stupirsi se oggi le protagoniste delle campagne, tanto da conquistare il marchio Igp, siano proprio le patate.

Tra aprile e maggio, la Patata dell’Alto Viterbese Igp comincia il suo sviluppo vegetativo in un clima ottimale tra i 12 e 14,5 °C.  La zona di produzione, indicata nel disciplinare di produzione Igp, comprende i comuni di Acquapendente, Bolsena, Gradoli, Grotte di Castro, Latera, Onano, San Lorenzo Nuovo, Valentano e Proceno. Qui il legame con il prodotto è storico-culturale. La coltura della Patata dell’Alto Viterbese Igp si diffonde negli anni ’20 del secolo scorso e cresce nei decenni successivi soprattutto a causa dell’abbandono della coltura della fragola dovuto principalmente a problemi fitosanitari. A partire dagli anni ’60, la patata diviene la coltura prevalente nella zona e la maggiore fonte di reddito dell’economia agricola locale. Per questa ragione la Patata dell’Alto Viterbese Igp, dalla forma ovale, buccia liscia e polpa gialla e compatta, diviene presto un prodotto di fondamentale importanza per le comunità locali impegnate nella produzione e anche nella sua lavorazione e commercializzazione. Nel 1971 sette delle strutture associative già operanti sul territorio si riuniscono nel Consorzio cooperativo ortofrutticolo dell'Alto Viterbese (Ccorav) che comincia a commercializzare i propri prodotti con la dicitura “Alto Viterbese”. Così, nel corso degli anni ’80 il nome di Patata dell’Alto Viterbese diviene d’uso comune. La tradizione si rafforza poi con il riconoscimento, nel 2014, del marchio europeo di Indicazione geografica protetta.

Dal sapore pieno, in Lazio la Patata dell’Alto Viterbese Igp è protagonista di molte ricette della tradizione gastronomica locale, a partire dalla “minestra con l’orloge”, cosiddetta per il modo in cui viene tagliata la patata, per passare a un piatto contadino come la pasta e patate o alla frittata di patate. Dai primi piatti al dolce, la Regina gialla dell’Alto Viterbese interpreta al meglio il suo ruolo. Al forno, bollita o fritta è ideale come contorno.

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Una cosa è certa: chi la celebra non può dimenticare di gustarla come ingrediente degli gnocchi. Scusa perfetta per gustarla sono la Sagra degli gnocchi a San Lorenzo Nuovo e la Sagra della Patata nel comune di Grotte di Castro.



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