La soia biologica? Cresce in Romagna

In Italia c'è un esempio di filiera controllata e rigorosamente garantita: ce ne parla il titolare di Natura Nuova Gabriele Longanesi

Emilia-Romagna

Portare in tavola soia biologica è possibile: basta cercarla in Italia, o più precisamente in Pianura Padana. Si tratta delle produzioni a filiera controllata che saranno trasformate in tofu o altre specialità proposte dal marchio Compagnia italiana alimenti biologici e salutistici. L’azienda, con sede a Bagnacavallo (Ravenna), è controllata da Natura Nuova Srl e offre prodotti a base di soia biologica puntando su innovazione e proteine vegetali.

Di questa scelta a favore di un’agricoltura più sana e certificata abbiamo parlato con il titolare Gabriele Longanesi che crede nelle relazioni virtuose, e seleziona personalmente i fornitori su un territorio che non si discosta di oltre 10 km da Bagnacavallo. Lo stesso vale per la soia biologica che cresce in Pianura Padana dove anche i semi sono oggetto di attenzioni. Nelle coltivazioni scelte da Compagnia italiana, infatti, si semina per il raccolto e per la semenza da piantare l’anno successivo. Come ha spiegato Longanesi: “E’ una scelta basata sul rispetto per l’ambiente, i lavoratori, i consumatori e che va combinata con un’accurata gestione dei costi”.

I volumi prodotti con coltivazioni bio sono infatti ridotti e il tutto necessita di una lavorazione più accurata, ma - come impone lo stesso regolamento sul biologico - porta a risultati liberi da Ogm e da prodotti chimici di sintesi lungo tutta la filiera. Ricca di nutrienti e proteine vegetali, troppo spesso la soia è invece finita sotto i riflettori per le sue coltivazioni estensive che, a prima vista, sembrano avere saturato il mercato.

La ricetta scelta da Compagnia Italiana prodotti biologici e salutistici è chiara e impeccabile. Come ha spiegato Longanesi, proporre soia biologica è possibile grazie a “una filiera fatta di fiducia, professionalità e di giusta remunerazione per il mondo agricolo. Come si dice: del medico si ha bisogno qualche volta, del contadino tre volte al giorno. Ecco perché occorre riconoscere il giusto valore anche a produzioni contenute. Il nostro obiettivo fin dal primo giorno è stato quello di evitare speculazioni ma assicurare giusti passaggi di filiera che fossero pro-attivi”. Il tutto per consentire a questa preziosa fonte di aminoacidi essenziali e nutrienti di diventare ingrediente dei menù degli italiani in completa sicurezza e garanzia di qualità.



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