L'arte di mettere la Puglia... sottovetro

Da quarant’anni Puma Conserve custodisce con metodo artigianale i sapori della sua terra rispettandone stagionalità e freschezza. Ne abbiamo parlato con la responsabile commerciale Ilaria Di Santo

Puglia

Mettere la natura sottovetro è un’arte antica, che rispetta i frutti della terra. Ne sa qualcosa chi, lavorando al “progetto” Puma Conserve Srl, da quarant’anni s’impegna a valorizzare il territorio pugliese custodendo le ricette di un passato ricco di tradizioni. Della filosofia artigianale, e spiccatamente ecosostenibile, di quest’azienda con sede a Molfetta (Bari) ne abbiamo parlato con la responsabile commerciale Ilaria Di Santo che ci ha raccontato come dai campi si possa arrivare alla tavola in un percorso tutto made in Puglia.

Ilaria spiega: “I prodotti che invasettiamo sono coltivati nel nostro territorio: vengono lavorati subito, insaporiti con aromi freschi, messi in olio di oliva rigorosamente pugliese e quindi pastorizzati. Ogni vasetto è preparato a mano, e si passa dalla raccolta al prodotto finito in ventiquattro ore”. La ricetta è dunque semplice e non prevede né aromi liofilizzati, né trattamenti in salamoia per conservare i prodotti prima dell’invasettamento. Pratica quest’ultima che, come aggiunge Ilaria, “non appartiene alla lavorazione di Puma Conserve, anche perché priverebbe i prodotti delle loro proprietà organolettiche visto che, oltre alla salamoia, sarebbe necessario il successivo lavaggio in acqua”.

La produzione avviene invece “a partire dal prodotto fresco e quindi rispettando i cicli stagionali”, aggiunge. Questo permette di cogliere i frutti della terra nel momento migliore. Come accade per i carciofi di Brindisi, il fungo Cardoncello di Molfetta (Bari) o le melanzane di Andria (Barletta, Andria, Trani), specialità che finiscono nei vasetti di Puma Conserve con minuzia artigianale accanto ai pomodori secchi e le olive di Cerignola (Foggia) o il lampascione di Putignano (Bari). E non è tutto: il rispetto per l’ambiente riguarda anche le preferenze energetiche di quest’azienda che utilizza il fotovoltaico e acque piovane di riciclo per irrigare le sue coltivazioni. L’amore per la Puglia e la tipicità delle sue ricette si traduce dunque in scelte precise, tra cui anche quella di impiegare esclusivamente manodopera femminile perché - come chiarisce Ilaria – “per tradizione pugliese sono le donne a custodire con cura e maestria i segreti delle conserve fatte in casa a regola d’arte”.



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