Mistrà Pallini: il liquore secco dall’anima intensa e la storia antica

Frutto di un accurato processo di tripla distillazione, il suo aroma racchiude sette tipi di anice e tutta l’esperienza di casa Pallini. Ne abbiamo parlato con la presidente dell'azienda Micaela Pallini

Lazio

Mistrà è un liquore dal gusto secco e l’anima intensa. Il suo aroma racchiude sette tipi di anice e ha una tradizione antica, ma la sua storia non si può raccontare senza attraversare quella della famiglia Pallini e dell’azienda cui ha dato vita nel lontano 1875. A raccontarci qualcosa di più è Micaela Pallini, presidente e amministratore delegato della Pallini Spa, nonché esponente della quinta generazione e prima donna alla guida di quest’impresa con sede a Roma.  “Mistrà è il prodotto più antico di Casa Pallini – ha spiegato –: da subito è stato parte della nostra cultura, e appartiene alla tradizione dei distillati a base di anice radicata ormai da secoli nell’Italia centrale”.

“Si tratta di un liquore secco, senza zucchero e naturale al 100 per cento” ha proseguito Micaela. La ricetta miscela sette tipi di anice tra cui quello stellato, il verde e il finocchio. A renderlo unico, ha proseguito, “è proprio l’estrema purezza e l’elevata concentrazione di anice: caratteristiche che lo rendono, tra l’altro, un ottimo digestivo, sfruttando le proprietà di quest’essenza”. A tradire la massiccia presenza di olii essenziali è anche l’effetto lattescente che il Mistrà assume una volta mischiato con acqua e ghiaccio. L’esposizione al freddo comporta inoltre la formazione di piccoli cristalli bianchi come reazione tipica dell’anice.

Ottimo da gustare con il caffè, il Mistrà è molto apprezzato anche al naturale dopo i pasti, o nella preparazione di dolci, primi fra tutti le amate Frappe di carnevale. Come ha chiarito Micaela: “Negli ultimi tempi si sta riscoprendo anche in miscelazione per la preparazione di cocktails, ma il Mistrà si sa distinguere anche consumato liscio”. Questo liquore d’anice s’inserisce in una tradizione dalle radici antiche. La sua diffusione pare si debba ai veneziani che lo “importarono” intorno al 1300. I primi Mistrà si sarebbero affermati anche dalle parti di Brescia, per poi essere quasi del tutto dimenticati prima di radicarsi nelle regioni centrali. Qui, la cultura dei distillati a base di anice vive ancora oggi con tutta la sua intensità in prodotti ormai storici come il Mistrà Pallini.



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