Nella terra dei cavoli, una miniera di ortaggi anticancro

In Abruzzo sono i principi dell’inverno, da portare in tavola con tutte le loro proprietà. Mito o verità scientifica? La dimostrazione si deve a un neuroscienziato
Abruzzo


L’inverno è la stagione del cavolo per eccellenza, e l’Italia - a quanto pare - uno dei luoghi migliori in cui dedicarsi a questo prezioso ortaggio. Secondo i dati Fao, il Bel Paese ne risulta il terzo produttore al mondo dopo Cina e India. E dicendo cavoli si intende anche broccoli, cavolfiori, verze, cavoletti di Bruxelles e tutta la costellazione di varietà che rientrano in questa famiglia, a sua volta parte delle cosiddette Crucifere.

Tra le regioni italiane dedite a questa coltivazione l’Abruzzo figura tra le principali produttrici insieme a Puglia, Lazio, Sicilia e Campania. Ecco allora che questi preziosi ortaggi diventano protagonisti sulle tavole invernali senza fatica, ma per beneficiare al massimo delle loro tante proprietà è necessario qualche piccolo accorgimento di cottura: evitare di bollirli in acqua e cuocerli invece al vapore, in umido, oppure nel wok con un filo di olio d’oliva.

Ma di quali proprietà stiamo parlando? Il cavolo è un antinfiammatorio naturale, ricco di ferro, fibre e antiossidanti. E non è tutto. I cavoli contengono infatti sulforafano e indolo 3-carbinolo che hanno la capacità di detossificare certe sostanze cancerogene e di impedire le evoluzioni delle cellule precancerose in tumori. Lo spiega il medico David Servan-Schreiber nel suo best seller internazionale “Anticancro” (Edizione Sperling Paperback) in cui porta l’attenzione sul cibo come arma per potenziare il sistema immunitario.

Il neuroscienziato mostra alcuni risultati positivi ottenuti sulle cavie al Cancer Research Center dell’Università di Pittsburgh, chiarendo che l’utilizzo di quantità pure del nutriente negli esperimenti corrisponde ad un consumo di cavolo troppo elevato per una qualsiasi dieta (circa venti ciotole tre volte a settimana). Tuttavia ci tiene a precisare che l’assunzione di alimenti anticancro associati tra loro ne moltiplica l’effetto benefico. Ed è quindi possibile che anche in dosaggi venti volte inferiori rispetto allo studio di Pittsburgh, i cavoli abbiano comunque una potente funzione immunostimolante, purché cotti in modo adeguato e consumati in combinazione con altri alimenti anticancro come aglio, cipolla, curcuma e olio di oliva. Al di là di ogni dimostrazione scientifica, dunque, sono comunque da preferire cocktail accurati di alimenti benefici, di cui il cavolo sarà senz’altro uno degli ingredienti base.


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