Ovale come la vastedda

Fiore all’occhiello della cultura casearia siciliana, la vastedda palermitana conserva il gusto intatto dei suoi ingredienti naturali e genuini.
Sicilia
Latte intero di vacca cinisara crudo proveniente da pascoli naturali, caglio a pasta di agnello o capretto, microflora naturale: gli ingredienti della vastedda palermitana bastano da soli a raccontare la genuinità di questo formaggio, le cui origini risalgono alla produzione del caciocavallo palermitano. La differenza tangibile rispetto all’illustre antenato sta nella filatura della pasta, che le mani esperte del casaro modellano in una forma ovale chiamata appunto vastedda. Tra i pochi iniziati alla lavorazione tradizionale c’è Salvatore Biondo, titolare del caseificio Gazzara di Terrasini. Insieme ai fratelli Angelo e Pietro, Salvatore ha raccolto l’eredità del padre Giuseppe e del nonno Angelo, che ha dato il via all’attività di famiglia nel 1948, inizialmente come allevatore. I saperi antichi tramandati di padre in figlio oggi incontrano la tecnologia e ne fanno buon uso, con una combinazione ideale di artigianalità e innovazione. I vecchi tini di legno hanno lasciato posto alle vasche d’acciaio per la maturazione della tuma, ma la consistenza della pasta viene ancora saggiata con le mani prima di essere affidata alla macchina filatrice e alla formatrice. Alcune forme passano poi all’affumicatura con metodi tradizionali, che le renderanno un prodotto unico e ricercato.


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